La Mia Notte Proibita con Due Sorelle nella Foresta Oscura

Dio, non so da dove iniziare. Sono un’avvocata a Milano, sposata da otto anni con un uomo perfetto. Casa, figli, carriera invidiabile. Tutti mi guardano con rispetto. Ma dentro… dentro brucio. Ho bisogno di quel brivido, quel rischio di essere scoperta. L’alliance al dito mi ricorda sempre chi sono. O chi dovrei essere. Ieri ho mentito al marito: ‘Vado in gita da sola in Appennino, per staccare’. In realtà, punto verso la foresta di Ombra-Alda, un posto selvaggio vicino a rovine antiche. Cuore che batte forte già in macchina. E se lui chiama? E se sospetta?

Cammino sul sentiero buio, alberi enormi, muschio ovunque. Odore di terra umida. Sento un urlo, poi clangori. Corro. In una radura, due donne combattono contro una decina di teppisti, quei bastardi nudi e sporchi come scimmie, con bastoni e lance improvvisate. Koboldi della zona, dicono. Io? Io ho il mio coltello da trekking. Mi butto dentro, ne stendo uno con un colpo alla testa. Sangue schizza sul mio braccio. Loro due, pelle color cioccolato, una con capelli bianchi legati stretti, l’altra biondi corti e occhi verdi, maneggiano sciabole curve. Dirza la piccola, Nirni la più formosa. Mi guardano stupite mentre finiamo i bastardi.

Il Segreto e la Tensione Crescente

‘Shel’nir, grazie’, dice Dirza con voce morbida, sangue verde sulle guance. Non è verde, sangue umano, ma sporco. Ridono. Io tremo, eccitata. ‘Passiamo la notte al santuario?’, propone Dirza con un sorriso malizioso. Seguo. Rovine di un tempio antico, ruscello vicino. Accendono fuoco. Mangiamo, vino, storie. Nirni racconta leggende di aldi, antenati maledetti, un popolo oscuro come loro. Tamori, dea del sesso e fertilità. Statua rosa nel buio. Il sole cala, luna piena. Sento il cuore martellare. L’alliance luccica al fuoco. Devo tornare domani, ma…

Si avvicinano. Mani calde su spalle, cuore. ‘Ti mette a disagio?’, sussurra Dirza. Profumo floreale misto sudore. No, mi eccita da morire. Bacio Nirni, lingua dolce. Dirza mi palpa il seno. Mani loro su di me. Tiro giù pantaloni, fiche lisce, bagnate. La mia fica pulsa. Dirza mi inginocchia, lecca il mio clito, lingua esperta. ‘Mmm, buona’, geme. Nirni mi bacia, succhia capezzoli. Le mie mani nelle loro fiche strette, dita dentro, umide. Dirza ingoia il mio dito, poi mi fa sdraiare.

La Passione Esplosiva e il Ritorno

Nirni si mette a cavalcioni, struscia fica sulla mia. Caldo, bagnato. Dirza ci lecca entrambe, lingua che scivola da un clito all’altro. Grido piano, urgenza: ‘Presto, devo rientrare’. Ma non resisto. Infilo dita in Nirni, tre, pompo forte. Lei ansima, ‘Cazzo, sì!’. Dirza mi monta faccia, fica in bocca. La lecco vorace, sapore salato-dolce. Succhio clito gonfio. Viene urlando, squirt mi bagna. Io vengo dopo, spasmi violenti, Nirni mi frega clito mentre Dirza mi piscia quasi in bocca dal piacere. No, solo succo. Poi io le prendo: Dirza a pecorina, le infilo il pugno piano, fica che stringe. Nirni sotto, lecca il mio culo. ‘Sborra per noi!’, grida. Vengo di nuovo, urlo soffocato. Loro mi leccano pulita, lingue ovunque.

Statua brilla, luci rosa. Dio ci ha benedetti? Esauste, ci stringiamo al fuoco. Dormo un’ora, poi allarme. Sparite. Sul piedistallo, biglietto: ‘Grazie, shel’nir. Brucia l’anello se torni. Dirza e Nirni’. Cuore impazzito, rimetto tutto a posto, sell… no, prendo zaino, via.

Guido a casa, alliance al dito, mano che odora ancora di fica. Marito mi bacia: ‘Com’è andata?’. ‘Bene, stanca’. Sorrido dentro. Segreto mio, brivido eterno. Stanotte mi masturbo pensando a loro. Domani ufficio, ma io… io vivo per questo.

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