È luglio, fa un caldo infernale a Milano. Io, avvocata di 38 anni, sposata da dieci, vita perfetta fuori: casa in ordine, marito manager che russa già alle 22. Ma dentro… dio, dentro brucio. Stasera, dopo il telegiornale, scendo i bidoni verso le 23. L’ascensore è rotto, prendo le scale buie. Cuore che batte piano, l’anello nuziale luccica al dito, mi ricorda chi sono. O chi dovrei essere.
Nel locale poubelle, luce fioca che si spegne ogni tre minuti, puzza di spazzatura. E lei: la vicina del piano di sopra, Mirella. Bionda, capelli lunghi setosi, media statura, tette enormi sotto camicetta bianca trasparente – reggiseno dentellato bianco. Gonna scozzese a metà coscia. La guardo da mesi dalla finestra, mi fa bagnare le mutande pensando a cosa nascondesse. ‘Buonasera’, dico fingendo normalità. Lei sorride, getta il sacco. Parliamo del caldo, del palazzo. Odore nauseante, luce che cala di nuovo. ‘Vieni su da me, una birra fresca? Tanto sei sola stasera’, dice con voce bassa, maliziosa. Esito. Il marito dorme, ma… l’adrenalina. ‘Ok, solo un minuto’.
L’Incontro in Cantina e la Tensione Proibita
La seguo su per le scale. Il suo culo ondeggia sotto la gonna, gote sode, un’occhiata furtiva: mutande? Niente? La fica mi pulsa già. Entriamo da lei, luce soffusa, ‘Siediti sul divano’. Io curiosa, frugo riviste sul tavolino. Una su trans: foto di cazzi grossi, tette finte, fiche cucite. Arrossisco, la sfoglio. Lei arriva con due Moretti ghiacciate. ‘Ti piace?’, ride vedendomi. ‘Hai gli occhi che brillano… e lì sotto, scommetto sei fradicia’. Si siede vicina, apre le gambe. Gonna su, vedo il rigonfiamento. Cuore in gola. ‘Parliamo di fantasie?’, sussurra. Mano sulla mia coscia. Bacio. Lingue umide, saliva che cola sul mento. Mano sua tra mie gambe, ‘Sei una troia sposata, eh?’. Tocco il suo pacco: duro, grosso.
Si alza, slaccia camicetta, reggiseno. Tette perfette, cicatrici sotto – silicone. Capezzoli duri. ‘Spogliati’, ordina. Io via tutto, anello che brilla mentre le succhio i capezzoli. Mani sue nei miei capelli. Scendo, alzo gonna: CAZZO. Venti cm, fine, dritto contro la mia guancia. Shock. ‘No… io…’. Ma eccitazione pura. ‘Succhia, puttana’, mi afferra la testa. Labbra sul glande, salato. Lo prendo in bocca, maldestro all’inizio, poi pompo. Lecco asta, palle pelose, ano umido. ‘Brava per una sposata etero’. Mi masturbo la fica intanto, dita dentro, succhi che gorgogliano. Lei geme, ‘A quattro zampe, ora’.
Il Ritorno a Casa con il Segreto Intatto
Cuscino sotto testa, culo in aria. Mi lecca il buco del culo, lingua dentro, dita su fica e clito. ‘Mouilli dal culo, eh? Troia’. Schiaffi sulle chiappe. ‘Inculami’, gemo io, persa. Due dita mi aprono. Va in camera, torna con preservativo. Succhio di nuovo la cappella lubrificata, ‘Puttana mia’. Si piazza dietro, spinge. Dolore, stringo denti. Glande entra, poi tutta la verga. Coglioni contro fica. Va e viene, io mi tocco clito furiosamente. ‘Fottimi più forte! Ramona il mio culo di moglie infedele!’. Accelerazione, esce entra, io urlo piano – rischio che sentano. Piacevolezza esplode, vengo in spasmi, succo sulle cosce.
Lei esce, toglie gomma, ‘Bocca aperta’. Si sega, sborra calda, dolce in bocca, su lingua, viso. Mi gira, culo suo sulla faccia: facesitting, ano sul naso, lingua dentro mentre mi lecca fica. ‘Bevi il tuo umore’. Dita mie in bocca, sapore mio misto suo. Orgasmio di nuovo.
Tardi. ‘Devo andare, marito…’. Doccia veloce da lei, odore sesso addosso. Torno casa piano, lui dorme. Sotto lenzuola, penso al suo cazzo, mi infilo dita nel culo ancora aperto. Segreto mio. Domani avvocata impeccabile, anello al dito. Ma stasera… dio, che brivido. Non vedo l’ora della prossima cantina.