Mi chiamo Elena, ho 38 anni, sono avvocata in uno studio importante di Milano. Sposata con Paolo da 12 anni, casa perfetta, figli a scuola, vita impeccabile. Tutti mi vedono come la donna in carriera, seria, con l’anello al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. Ma c’è Luca. Il mio collega. Alto, occhi scuri, mani forti. Da mesi ci mandiamo messaggi sporchi, sguardi rubati in pausa caffè. ‘Stasera?’, mi scrive. ‘No, rischio. Paolo è a casa.’ Ma oggi, dopo una giornata di merda, con il cuore che mi martella, gli dico: ‘Vengo da te. Dieci minuti.’
Guido veloce, l’anello mi stringe il dito, lo guardo e penso a Paolo che mi aspetta con la cena. Parcheggio sotto il suo palazzo, salgo le scale di corsa, sudata. Busso. Apre la porta in maglietta, pantaloni da gym. ‘Elena… sei pazza.’ Lo spingo dentro, chiudo. ‘Shh, non parlare.’ Le sue mani sulle mie spalle, il suo odore di uomo, sudore fresco. Mi bacia il collo, io gemo piano. ‘Dobbiamo fare in fretta, amore. Paolo pensa che sia in palestra.’ Il cuore mi batte forte, bum bum, come se potesse sentirmi da qui.
Il Segreto e la Tensione Crescente
Ci spostiamo in cucina, contro il muro. Mi tira su la gonna, le mutandine giù in un secondo. ‘Sei fradicia’, mormora, dita dentro di me. Ansimo, ‘Sì, cazzo, sì.’ Ma sentiamo rumori fuori, vicini. ‘Andiamo sul balcone’, dice lui, eccitato. Usciamo, aria fresca della sera, Milano sotto di noi. Rischio tutto: vicini, luci accese. Mi piega contro la ringhiera, l’anello luccica mentre gli abbasso i pantaloni. Il suo cazzo duro, grosso, salta fuori. Lo prendo in mano, lo strizzo, ‘Voglio sentirti dentro.’
L’Esplosione del Desiderio Proibito
Mi infila due dita, mi fa gemere forte. ‘Piano, cazzo, ci sentono.’ Ma non resisto, mi giro, apro le gambe. Entra di colpo, profondo, mi riempie. ‘Ahhh, sì!’ Spingo indietro, il suo bacino sbatte contro il mio culo, schiocchi umidi. Sudiamo, il cuore mi esplode nel petto, l’adrenalina mi fa tremare. ‘Ti scopo forte, Elena.’ ‘Sì, scopami, fammi venire!’ Mi afferra i fianchi, pompa veloce, il cazzo mi sfrega dentro, clitoride che pulsa. L’anello graffia la sua pelle, contrasto delizioso. Gemo, ‘Sto venendo… oh cazzo!’ Esplodo, figa che si contrae intorno a lui, bagnata da morire.
Lui ansima, ‘Io… vengo!’ Mi riempie di sborra calda, spruzzi dentro, cola giù sulle cosce. Ci fermiamo, ansimi pesanti, corpi appiccicosi. Si ritira piano, un filo di sperma tra noi. ‘Meraviglioso’, sussurra. Mi sistemo veloce, mutandine su, gonna giù. Bacio veloce, ‘Devo andare.’ Scendo di corsa, gambe molli, fica che stilla il suo seme. In macchina, guardo l’orologio: Paolo mi aspetta. Entro in casa, sorriso innocente, ‘Scusa il ritardo, palestra piena.’ Lui mi bacia la guancia. Io dentro, eccitata da morire. Il segreto mi brucia, l’anello pulsa, già penso al prossimo rischio. Dio, adoro questa doppia vita.