Dio, non ce la faccio più a fingere. Sono Sofia, 38 anni, sposata con Marco da dieci, lui avvocato impeccabile, casa perfetta a Ostia, vita da invidiabile. Di giorno, coach per la squadra femminile di beach volley, rispettata, seria, con il fischietto al collo e l’anello che brilla al sole. Ma dentro… dentro ardo. È iniziato tutto a giugno, sulla spiaggia deserta per gli allenamenti. Le ragazze corrono, sudano, i corpi lucidi di crema e sale. Io le massaggio dopo, dita che scivolano su muscoli tesi. E poi c’è lei, Giulia, 22 anni, giovane promessa, snelle, con quelle tette sode che rimbalzano sotto il bikini. Ieri, durante l’allenamento, l’ho vista cadere, sabbia ovunque, e mentre la aiutavo a rialzarsi, la mia mano ha sfiorato la sua coscia. Troppo. Il cuore mi batteva forte, sentivo Marco che mi chiamava sul telefono – ‘Amore, cena presto?’ – e io, con la voce tremante, ‘Sì, arrivo’. Ma non volevo andarmene. Il segreto mi consuma, quel brivido di rischiare tutto per un tocco proibito.
L’allenamento è finito, le altre se ne vanno ridendo, io e Giulia restiamo a ‘pulire il campo’. Il sole cala, la spiaggia quasi vuota, ma gente lontana, famiglie che passeggiano. ‘Coach, ho male qui’, mi dice lei, toccandosi la coscia interna, occhi maliziosi. Mi avvicino, le mie dita sotto il bikini, scivolano sulla pelle umida. ‘Giulia, no… mio marito…’, balbetto, ma lei mi bacia, lingua urgente, sapore di mare e sudore. Le strappo il reggiseno, succhio i capezzoli duri, lei geme piano, ‘Fallo, Sofia, scopami ora’. La stendo sulla sabbia, le apro le gambe, la sua fica rasata è fradicia, rosa e gonfia. Lecco forte, lingua dentro, clit che pulsa sotto la mia bocca. ‘Cazzo, sì, mangiami!’, ansima. Le infilo due dita, poi tre, pompo veloce, il suo culo si contrae, squirta sulla mia faccia. Io mi tocco, ma lei mi gira, ‘Ora tocca a me’, e mi lecca il culo, dita nel mio buco stretto, mentre penso all’anello che graffia la sua pelle. Viene un rumore, passi vicini? Urgenza totale, orgasmo che mi spacca, urlo soffocato nella sua figa.
La Tensione del Segreto Quotidiano
Corro a casa, doccia veloce, trucco impeccabile, Marco mi bacia sulla guancia, ‘Com’è andata?’. ‘Bene, stanca morta’. Sorrido, l’anello luccica, ma tra le cosce brucio ancora, sabbia nei capelli, sapore di lei in bocca. Stanotte, mentre lui dorme, mi tocco pensando al rischio, al prossimo allenamento. Questa doppia vita mi uccide e mi fa viva. Dio, non smetterò mai.