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La Mia Doppia Vita al Campeggio: La Scopata Segreta con lo Straniero della Moto

È estate, fa un caldo infernale. Io, Laura, 38 anni, avvocata in carriera, moglie devota, madre di due bimbi. All’apparenza perfetta: tailleur in studio, rosario al collo la domenica. Ma dentro… dio, dentro brucio. Al campeggio piccolo con maritino e figli, piccolo paradiso tra pinete e mare. Lì l’ho visto: lui, lo straniero con la moto lucida, solo, muscoli tesi sotto la maglietta. Mi ha fissato le tette. Sì, le mie: 120F naturali, enormi, che traboccano da ogni reggiseno. Le bomberei apposta, camminando dritta, sfidando gli sguardi. Le altre donne al lavandino? Pettegole invidiose. ‘Quella troia grassa allunga-cazzone’. Io sorridevo, cuore in gola. Marito lava piatti, bimbi giocano. Io penso al cazzo.

‘Bella moto!’, gli dico passando. ‘Ti va un giro?’. Esito. Marito è lì vicino. ‘Vado a fare due passi, amore’. Bugia banale. Salgo dietro, il suo culo sodo tra le gambe mie. Partiamo. Le mie tette gli schiacciano la schiena, capezzoli duri contro la stoffa. Mani sue sui manubri, io stringo forte. Alianza al dito luccica al sole, mentre sfioro la sua coscia. Cuore che martella: e se mi vede qualcuno? Adrenalina pura, figa già bagnata. Fermata in un parco deserto, dietro una duna. Sigaretta. ‘Ti piacciono?’, chiedo, slacciando la camicetta. Occhi verdi suoi si spalancano. ‘Cazzo, sì’. Mani sue enormi non bastano a coprirle una. Le succhia, lingua sul capezzolo piccolo e rosa. Io gemo piano, ‘Shh, veloce, devo tornare’.

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