You are currently viewing La Mia Pompa Segreta al Ragazzo di Mia Figlia

La Mia Pompa Segreta al Ragazzo di Mia Figlia

Mi chiamo Silvia, ho 43 anni, sposata con Antonio, che tutti chiamano Tony. Lavoriamo insieme in un’azienda informatica a Milano. Sembro la donna perfetta: professionista seria, moglie devota, madre di Maria, 18 anni, studentessa all’università. Casa ordinata, cene familiari, anello al dito che brilla. Ma dentro… dio, dentro brucio. Adoro il segreto, quel battito cardiaco che accelera quando rischio tutto per un fremito di piacere proibito. L’adrenalina di farmi beccare mi bagna le mutande.

Era una domenica sera. Cena a quattro: io, Tony, Maria e il suo ragazzo Luca, un bel ventenne atletico, occhi scuri, sorriso da stronzo. Avevo preparato risotto e un Barolo del ’15. Ridevamo, bevevamo. Tony elogiava il vino, Maria arrossiva per le battute di Luca. Io? Io lo guardavo di nascosto, immaginando quel corpo giovane sotto i vestiti. Il mio anello sfregava contro il bicchiere, un promemoria crudele della mia vita “normale”. Dopo cena, caffè e grappa. Tony, testa che scoppia, bacia tutti e va a letto. “Buonanotte, amore”. I giovani spariscono in camera di Maria. Io sul divano, TV accesa su un film noioso. Ma sento rumori… piccoli singhiozzi?

La Cena Perfetta e il Desiderio Nascosto

Alzo la testa. Luca è lì, solo, pantaloni slacciati, mano sul pacco gonfio. Sta guardando un porno alla tele: una tipa che succhia un cazzone enorme. Piange piano, frustrato. “Luca? Che ci fai qui?”. Lui sobbalza, arrossisce. “Silvia… Maria non vuole… non mi fa la pompa. Dice che le fa schifo. Io… sono disperato”. Il cuore mi martella. Sento l’odore del suo sudore giovane, misto a colonia. La camera di Maria è a due metri, Tony dorme a dieci passi. Il rischio mi fa pulsare la figa. “Piangi per una pompa? Vieni, ti spiego come si fa. Ma zitto, eh?”. Esito un secondo, guardo l’anello. Cazzo, sì.

Il Divano, il Cazzo Duro e l’Orgasmo Vietato

Mi avvicino, gli abbasso i pantaloni. Il cazzo salta fuori, duro come ferro, cappella viola, vene gonfie. “Prendilo così, con la mano… piano”. Lo afferro, pelle calda, pulsazioni sotto le dita. L’anello luccica contro la sua asta. “Bacia la cappella, Luca. Lecca il bordo”. Mi piego, labbra sulle sue, poi scendo. Bacio quel fungo teso, lingua che gira intorno al buco. Gusto salato, pre-eiaculazione. Lui geme piano: “Cazzo, Silvia… sì…”. Lo prendo in bocca, succhio forte, lingua che frusta la cappella. Su e giù, testicoli in mano, li strizzo. “Più profondo, vero?” Lo infilo fino in gola, spasmo, ma continuo. La sua mano nei miei capelli, tira. Sento la figa colare, mutande zuppe. Accelerò, bocca che schiocca, saliva che cola sul divano. “Sto… sto venendo!”. Provo a tirarmi, ma lui spinge: “No, prendilo tutto!”. Jet caldi mi riempiono la bocca, ingoio, gusto amaro, denso. Succhio ancora, pulisco ogni goccia. Lui trema, crolla.

Mi alzo, labbra gonfie, sapore in bocca. “Vedi? Non è schifo. Ora torna da Maria, e non dire un cazzo”. Lui annuisce, stordito, mi bacia la guancia. Sale le scale. Io? Mi pulisco con un fazzoletto, sistemo il divano. Vado da Tony, mi infilo sotto le coperte. Lui russa. Il cuore ancora batte forte, figa che brucia. Domani sarò la mamma perfetta al lavoro con Tony, cena con Maria. Ma dentro, quel segreto mi eccita da morire. L’anello al dito, il sapore di Luca in gola. Dio, voglio rifarlo. Il rischio… è la mia droga.

Leave a Reply