Dio, non ce la faccio più a tenere tutto dentro. Mi chiamo Sofia, ho 42 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Sposata con Marco da 18 anni, due figli, casa perfetta, amici che mi invidiano. Ma nessuno sa la mia doppia vita. Amo il brivido, il rischio di essere beccata. Il cuore che mi martella nel petto, l’anello al dito che sfrega contro la pelle di un altro uomo… ieri notte è stato pazzesco.
Stavamo tornando da una cena di lavoro, lui alla guida, io fingevo di sonnecchiare. Erano le 5 del mattino, autostrada deserta. ‘Tesoro, fai una pausa, hai gli occhi rossi’, gli ho detto. Ha annuito, esausto, e si è fermato all’area di servizio più isolata. Parcheggia in fondo, dietro a quei cespugli spelacchiati, contro la collinetta erbosa. ‘Dormi un po’, vado a prendermi un caffè’, gli sussurro. Lui chiude gli occhi subito, russando piano. Io esco, la gonna midi che mi sale sulle cosce, niente reggiseno sotto la camicetta leggera. Sento già l’eccitazione pulsarmi tra le gambe.
Il Viaggio Notturno e il Desiderio che Mi Divora
Cammino verso il bar, ma… lo vedo. Un tizio sui 40, alto, barba incolta, appoggiato alla sua macchina a 20 metri. Mi fissa. Ieri, all’andata, ci eravamo incrociati allo sguardo per secondi infiniti. Niente parole, solo promesse sporche negli occhi. Ora, con Marco che dorme là, il mio corpo tradisce tutto. Mi tremano le ginocchia. Prendo il caffè, esco, accendo una sigaretta. Lui si avvicina. ‘Bella notte per guidare, eh?’, dice con voce roca. Annuisco, mordendomi il labbro. ‘Mio marito dorme. Cinque minuti, dietro i cespugli?’. Il cuore mi esplode. ‘Sì’, risponde, e sparisce nel buio.
L’Incontro Esplosivo e il Segreto che Mi Eccita Ancora
Lo seguo, urtando contro il suo culo sodo. Mi spinge contro un albero, la mano già sotto la gonna. ‘Cazzo, sei bagnata fradicia’, ringhia, infilando due dita nella mia figa rasata. Geme forte, io mi mordo la mano per non urlare. L’anello nuziale luccica alla luce fioca dell’alba mentre gli slaccio i pantaloni. La sua cappella viola mi riempie la bocca, salata, gonfia. Succhio vorace, la gola piena, mentre lui mi scopa la faccia. ‘Ti piace, puttana sposata?’. ‘Sì… scopami, presto!’, ansimo. Mi gira, mi abbassa le mutandine alle caviglie, mi penetra di colpo. Il suo cazzo spesso mi spacca, colpi secchi, le palle che sbattono sul mio clito. Sudo, puzzo di sesso, il rischio mi fa contrarre la figa intorno a lui. ‘Vengo… dentro no!’, gemo. Si tira fuori all’ultimo, schizzi caldi sulla mia figa e sulle cosce. Io vengo tremando, le gambe molli, il suo sperma che cola.
Due minuti netti. Mi pulisco con la mano, lecco le dita sporche del suo sapore. ‘Grazie, amore’, gli sussurro, e corro via. Torno in macchina, Marco russa ancora. Mi siedo, la gonna appiccicosa, il suo seme che mi bagna il sedile. ‘Caffè buono?’, borbotta lui aprendo un occhio. ‘Perfetto’, sorrido, baciandolo. Sento il suo odore su di me, il segreto che mi scalda lo stomaco. Guidiamo via, io con l’anello al dito e la figa piena di un altro. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Non vedo l’ora del prossimo rischio. La mia doppia vita… è la mia droga.