Mi chiamo Maria, ho 38 anni, sposata da 12 con Giovanni, avvocata a Milano. Vita perfetta fuori: casa in ordine, figli a scuola, riunioni in studio. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ho bisogno di quel brivido, il rischio di farmi beccare. L’adrenalina del segreto. Ieri l’ho rifatto. Ho mentito a Giovanni: ‘Tesoro, vado a fare trekking da sola sugli Appennini, per scaricare lo stress’. Lui sorride, mi bacia la fronte. L’anello al dito luccica mentre chiudo la valigia. Cuore già che pompa forte.
Guido ore, arrivo in quella foresta profonda, lontana da tutto. Caldo afoso, aria umida dopo il temporale. Pianto la tenda vicino a un laghetto cristallino. Mi spoglio nuda, l’acqua tiepida mi accarezza la pelle. Seni pesanti, figa che pulsa già al pensiero. Sto lavando i vestiti su una roccia, sudata, quando sento un ramo spezzarsi. Mi giro, senza occhiali vedo una sagoma. ‘Vieni pure, non mordo’, dico ridendo nervosa. È lui, Pietro, un danese di 25 anni, randonneur solo. Alto, muscoloso, occhi azzurri. ‘Ciao, abito qui vicino’, mente forse. No, dice di essere in vacanza. Ci guardiamo. Io nuda nell’acqua, lui con i vestiti bagnati.
Il Segreto che Mi Divora
‘Vuoi farti un bagno? L’acqua è buona’. Arrossisco io stavolta. ‘Non ho il costume’. ‘E chi se ne frega, io sono nudo’. Esito. Il cuore mi martella. Penso a Giovanni che mi aspetta a cena. Ma la figa traditrice si bagna di più. Mi avvicino alla riva, esco dall’acqua. Lui fissa i miei capezzoli duri, la mia fica rasata. ‘Scusa’, dico coprendomi con la mano. Ma lui ride gentile. Parliamo. Racconto della mia vita noiosa, lui ascolta. La tensione sale. L’aria odora di pino e desiderio.
Improvvisamente, mi lancio dell’acqua. Lui risponde. Finisco in acqua vestita. Ride, mi afferra. Le sue mani forti sulla mia vita. ‘Togliti tutto’, sussurra. Esito, ma lo faccio. Nudi, ci sfioriamo. I suoi capezzoli contro i miei. ‘Posso baciarti?’, chiede. Sì. Le lingue si intrecciano, disperate. La sua mano scivola tra le mie cosce. ‘Sei fradicia’, geme. Le mie dita sfiorano il suo cazzo, duro come ferro, venoso. L’anello tocca la sua pelle. ‘Sei sposata?’, chiede ansimando. ‘Sì… ma non fermarti’. Lo masturbo piano, lui mi infila due dita nella fica, mi fa gemere.
L’Incontro che Mi Ha Fatta Esplodere
‘Nella tenda, veloce, prima che torni’. Lo trascino lì. Mi sdraio sul sacco a pelo, apro le gambe. Lui mi lecca la fica, lingua su clitoride, succhia i labbra gonfi. Urlo piano, mordo il labbro. ‘Cazzo, sì’. Poi mi monta. Il cazzo grosso preme all’ingresso. ‘Piano, sono stretta’. Entra piano, mi riempie. ‘Cazzo, che fica calda’. Pompa forte, io lo graffio. Seni che ballano, sudore che cola. Sento il telefono vibrare lontano – Giovanni? Il rischio mi fa venire. Stringo la fica sul suo cazzo, orgasmo violento, squirto un po’. Lui accelera, ‘Sto venendo’, grugnisce. Sborra dentro il preservativo, caldo contro il mio utero.
Ci rivestiamo di fretta. Sudati, tremante. ‘Torna domani?’, chiedo. ‘Forse’. Scappo via, guido a casa con la fica dolorante, piena del suo odore. Giovanni mi bacia: ‘Com’è andata?’. ‘Bene, rilassante’. Sorrido, dentro eccitata da morire. Il segreto mi fa sentire viva, troia rispettabile. Non vedo l’ora del prossimo brivido.