Mi chiamo Laura, ho 54 anni, sono un’insegnante di scuola media qui a Roma. Sposata da trent’anni con Antonio, un uomo rispettabile, impiegato in banca. Fuori casa sembro la tipica moglie perfetta: tailleur elegante, capelli biondi raccolti, al collo la croce della nonna. Ma dentro… dentro brucio. La menopausa ha spento tutto col mio marito. Lui prova, ma è gentilezza senza fuoco. Io fingo, sorrido, ma sogno altro.
Sei mesi fa arrivano i nuovi vicini: Carla e Marco. Loro quasi pensionati, simpatici. Carla è minuta, io alta e slanciata, opposte ma amiche. Marco… piccolo, un po’ panciuto, capelli radi. Eppure mi fa impazzire. Abbiamo gli stessi interessi, chiacchieriamo al cancello. Poi un flirt innocente diventa di più. Ora è il mio amante. Tutti i due giorni, quando Antonio è al lavoro o pesca, e Carla al bridge. L’adrenalina del segreto mi bagna le mutande.
Il Segreto che Mi Consuma
Oggi… Dio, è stato pazzesco. Stasera cena tutti e quattro da loro. Io arrivo con il mio arrosto già pronto, scusa perfetta. In cucina, soli per “preparare”, Marco mi abbraccia. ‘Sei pazza, sono lì fuori!’, sussurro, ma il cuore mi martella. Lui ride: ‘E allora?’. Le sue mani sotto la gonna, trovo la mia alleanza che luccica contro la sua pelle calda. Niente mutande, come da nostro codice SMS: ‘C’ di ‘culo libero’. Mi solleva sul piano, gambe aperte. ‘Marco, no… ci scoprono’. Ma lo voglio.
Mi bacia il collo, scende. Lecca la mia figa rasata, lingua dentro, succhia il clitoride. Gemo piano, mani nei suoi capelli. ‘Shh, tesoro’, dice. Il suo cazzo duro preme contro la mia coscia. Lo tiro fuori, grosso, venoso. Lo prendo in bocca, succhio forte, gusto il presperma salato. Lui ansima: ‘Laura, sei una troia perfetta’. Mi infila due dita nella figa, poi una nel culo. ‘Pronto?’, chiede. Annuisco, eccitata da morire.
L’Incontro Proibito in Cucina
Prende il burro dal frigo, me lo spalma sul buco. ‘Piano…’, dico, ma spingo il bacino. Entra col cazzo, piano. Fa male un secondo, poi piacere puro. ‘Cazzo, sei stretta!’, grugnisce. Mi scopa veloce, ritmicamente, una mano sul mio seno, pizzica il capezzolo. Io mi tocco la figa, dita bagnate. Il rischio… li sentiamo ridere in sala. Cuore in gola, sudo. ‘Vengo…’, sussurra. ‘Dentro, riempimi!’, ordino. Spara, caldo, tanto sperma che cola. Io esplodo, orgasmo silenzioso ma violento, gambe tremanti.
Ci stacchiamo. Sperma ovunque, prendo lo strofinaccio, pulisco frettolosamente. ‘Vai, lava via’, dico ridendo nervosa. Lui mi bacia: ‘La mia puttana segreta’. Torno in sala, sorriso innocente. ‘Tutto ok?’, chiede Antonio. ‘Sì, amore, solo il dolce’. Sento il suo seme dentro, panty su, cammino cauto. Durante cena rido, parlo, ma sotto tavola sfioro il piede di Marco. Colpa? Un po’. Ma l’eccitazione… da morire.
Torno a casa, Antonio dorme. Mi tocco ripensando, vengo di nuovo. Domani? Un altro SMS. Questa doppia vita mi tiene viva. Rispettabile di giorno, troia di notte. E se ci beccano? Il brivido è questo.