Dio, non ce la faccio più a tenere tutto dentro. Sono sposata da dieci anni, vita perfetta: casa a Milano, lavoro in un’agenzia di viaggi, marito gentile ma noioso a letto. Lui pensa che io sia la donna ideale, rispettabile, con l’anello al dito che brilla sempre. Ma ho una doppia vita. Emanuele, il mio amante, quel meccanico sexy dell’immobile accanto. Ci siamo incontrati per caso in cantina, una notte di blackout, e da lì… fuoco puro.
Questa settimana è stata un inferno. Al lavoro arrossivo pensando a lui, le colleghe dicevano ‘Fa caldo oggi, eh?’. Io annuivo, ma dentro ribollivo. Ho mentito al marito: ‘Viaggio di lavoro a un workshop vicino a Lyon, torno domenica’. Lui ha creduto tutto, mi ha baciato sulla guancia. Il cuore mi batteva forte mentre preparavo la valigia, l’anello che sfregava contro la pelle, ricordandomi il rischio. Emanuele mi aspettava con quella Lamborghini gialla prestata da un cliente. ‘Salta su, troia mia’, mi ha sussurrato. Io in tailleur stretto, reggiseno di pizzo che spingeva le tette, gonna che saliva mostrando i reggicalze. Guidando, il rombo del V12 mi vibrava dentro, tra le cosce. Ho chiuso gli occhi, mano in mezzo alle gambe, masturbandomi piano. Un camionista ha strombazzato, ci ha visti. ‘Continua, sei una puttana eccitante’, ha riso lui, con il cazzo già duro nei pantaloni.
Il Segreto e la Tensione che Sale
Arrivati a Pérouges, quel borgo medievale da favola, hotel di lusso con letto a baldacchino. Abbiamo scaricato le valigie in fretta, io sudata dall’eccitazione. ‘Dobbiamo sbrigarci, cena alle 19’, ho detto, ma i nostri occhi dicevano altro. Ci siamo buttati sul letto. Lui mi ha baciata piano, le sue mani sul mio culo. ‘Togliti questa gonna, voglio vederti’. Ho obbedito, restando con bas, reggicalze e perizoma minuscolo. Il mio anello brillava mentre gli slacciavo la camicia. Lui mi ha sdraiata, ha aperto le mie cosce. ‘Cazzo, che fica bagnata’. La sua lingua ha leccato piano le labbra, succhiando il clitoride. Io gemevo: ‘Più forte, mangiami!’. Due dita dentro, curve sul punto G, pompava veloce. Sudavo, il cuore in gola, pensavo ‘E se mio marito chiama?’. Ma non importava. Ho urlato venendo, la fica che pulsava, schizzi sul suo viso. ‘Brava, sgancia tutto’, ha detto lui leccando.
L’Esplosione di Piacere e il Ritorno alla Realtà
Non finita. Mi sono inginocchiata: ‘Ora tocca a me, porco’. Gli ho calato i pantaloni, il cazzo duro, grosso, venoso. L’ho ingoiato tutto, succhiando forte, mano sulle palle. ‘Sborra in bocca, fammi bere’. Lui afferrava i miei capelli, scopandomi la gola. ‘Arrivo… ahhh!’. Getti caldi in fondo alla gola, ho ingoiato tutto, leccando il resto. Tenderness dopo, ma urgente: doccia veloce, cena. Al ristorante, sotto il tavolo, la sua mano sulla mia coscia, io con l’anello che sfiorava il suo cazzo sotto i pantaloni.
Domenica ritorno a casa, marito mi abbraccia: ‘Com’è andato il workshop?’. ‘Bene, stancante’, sorrido, la fica ancora gonfia. Dentro, esulto: segreto salvo, doppia vita intatta. Il brivido mi fa eccitare di nuovo. Domani, un altro messaggio a Emanuele. Non resisto.