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La Mia Doppia Vita: Scopata dal Vicino Prima che Torni Mio Marito

Dio, sono tornata a casa stanca morta dopo l’udienza in tribunale. Abito elegante, tacchi alti, capelli in ordine. Marito all’estero per lavoro, casa pulita, vita perfetta. Avvocatessa rispettabile, tutti mi invidiano. Ma… dentro, brucio. Il vicino, quel musicista slacciato, capelli lunghi, sempre con la musica a palla. Lo odio, o almeno fingo. E Zébulon, il mio gatto, complice perfetto.

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Mi spoglio sotto la doccia, acqua calda che scivola sulla pelle sudata dalla canicola. Cuore che batte piano. Pensavo alla serata: sola, libera. Ma lui… l’ultima volta, il gatto è scappato, porta sbattuta, nuda e saponata nel corridoio. Ho bussato alla sua porta, terrorizzata. Mi ha vista così, ha spalancato gli occhi. ‘Cazzo, entra’, ha detto. E boom, tutto è cambiato.

La Routine Perfetta e il Desiderio che Brucia

Da allora, è il mio segreto. Lui sa che sono sposata, vede l’anello. ‘Rischioso, eh?’, ride. Io arrossisco, ma la figa si bagna. Oggi, stessa storia. Esco dalla doccia, porta aperta per sbaglio. Zébulon fila via. Corro dietro, nuda, mutande in mano. Busso da lui, tremando. ‘Aiuto… il gatto…’. Apre, in boxer, erezione già visibile. ‘Di nuovo tu? Entra, troia sposata’.

Mi guarda, ride piano. Cuore in gola, sento il sudore freddo. ‘Tuo marito quando torna?’. ‘Tra un’ora’. Urgenza pura. Mi tira dentro, chiude. Le sue mani sulle tette, ruvide. Io… esito. ‘Non dovrei…’. Ma gli infilo la mano nei boxer, cazzo duro, grosso. ‘Cazzo, sì che dovresti’. Bacio bagnato, lingue che si mischiano. Sento l’anello sfregare la sua pelle, freddo metallo contro calore.

L’Urgenza della Scopata Proibita

Mi sbatte contro il muro, cucina disordinata, piatti sporchi. ‘Svelta, puttana’. Mi alza una gamba, figa esposta, bagnata fradicia. Entra di colpo, cazzo che mi spacca. ‘Ahhh! Piano!’. Ma no, spinge forte, colpi secchi. Io gemo, unghie nella schiena. ‘Ti piace, eh? Mentre tuo marito lavora’. Sì, cazzo, sì. Sento il suo odore, sudore, musica che ronza ancora. Cuore impazzito, paura che qualcuno senta.

Mi gira, a pecorina sul tavolo. Schiaffo sul culo. ‘Guardati, anello luccicante mentre ti scopo’. Infilo la mano sotto, tocco il clitoride, vengo subito. ‘Sto… sto venendo!’. Lui accelera, ‘Prendila tutta’. Sborra dentro, caldo, profondo. Gemo forte, corpo che trema. Ci staccamo ansanti, sperma che cola giù le cosce.

Mi rivesto veloce, mutande umide. ‘Devo andare’. Bacio ultimo, mordicchia il labbro. ‘Torna presto, sposina’. Esco, prendo Zébulon, rientro. Doccia lampo, trucco, cena pronta. Marito chiama: ‘Tutto ok, amore?’. ‘Sì, perfetto’. Sorriso allo specchio, figa che pulsa ancora. Segreto custodito, adrenalina pura. Domani? Lo rifarò. Questa doppia vita mi fa viva.

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