Mi chiamo Elena, ho 38 anni, sposata da 15 con Marco, un ingegnere gentile, e una figlia di 12. Di giorno sono una manager in una banca, tailleur impeccabile, sorriso professionale, anello al dito che luccica sotto le luci fluorescenti. Ma dentro, bollivo. Soldi sempre stretti, sesso con mio marito routine, zero scintille. Amo il sesso, forte, sporco. Così, un pomeriggio, mentre lui era al lavoro, ho postato un annuncio online: ‘Occasionale, raffinata, discreta’. Cuore in gola, ma figa bagnata dall’idea del proibito.
Per giorni, l’annuncio è rimasto lì. Soldi nel conto che calavano, desiderio che saliva. Poi, chiamate. Ne filtro quattro, voci educate. Compongo il primo numero, mano tremante sul telefono. Voce profonda, matura: ‘Ciao, sono Roberto, 52 anni, vicino a te’. Domande su tutto: misure, pompini, culo. Arrossisco, ma dico sì alla sodomia con supplemento. ‘Vieni tra un’ora al bar La Stella, porta lingerie bianca’. Tempo zero per prepararmi. Doccia bollente, raso figa e ascelle, crema idratante sulla pelle. Shorty di pizzo bianco, reggiseno, calze autoreggenti. Sopra, camicetta e gonna nera, tacchi. Preservativi e lubrificante in borsa. Esco, volante stretto forte: e se mi beccano? E se è un pazzo? Ma l’adrenalina mi fa pulsare il clitoride.
Il Primo Passo nel Divieto
Parcheggio lontano, cammino col cuore che martella. Lo vedo: brizzolato, pancetta leggera, jeans e camicia. Mi siedo, ‘Ciao, sono Elena’. Champagne, chiacchiere. ‘Andiamo?’, sussurra all’orecchio. Cinque minuti a piedi, palazzo anni ’70. Ascensore, mano sul mio culo. Appartamento ordinato, caffè sul tavolo. ‘Niente bollicine, sono tu la mia droga’. Mi bacia, lingua invadente. Enveloppe con i soldi – duemila euro – in borsa. Mi porta in bagno, si spoglia. Cazzo semi-duro. Acqua tiepida, sapone, lo lavo piano, decalotto il glande. Si indurisce. Mi inginocchio, freddo sulle calze. Lecco da palle a cappella, succhio profondo, lingua che vortica. ‘Brava troia’, geme, mano nei capelli. Mi pizzica il capezzolo.
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla NormalitÃ
Mi alza, sul lavandino, gonna su, mutande giù. Bocca sulla figa rasata, lingua sul clito. Sospiro, non fingo troppo. ‘Scopami’. Preservativo, mi penetra di colpo, tacco cade. ‘Ti piace la mia cazzara?’. Sì, lo cavalco, contrao la fica. Viene urlando ‘Ti riempio!’. Seme nel lattice. Al letto, nuda coi soli calze. Gioco col suo cazzo molle, champagne in bocca e pompino: bulles frizzanti sul glande. 69, lecca culo e fica. Poi levrette: pompa forte, dito in ano. ‘Lubrificante’. Mi spalanco il culo, entra piano. Brucia, poi estasi. ‘Sfringimi il culo!’. Mi incula selvaggio, unghie nei fianchi. Esce, sborra sulla schiena, ruggito animalesco.
Sdraiata, lui che russa. Mi vesto veloce, trucco rifatto. Borsa pesante di segreti. Torno a casa, cena con famiglia, sorriso innocente. Anello al dito, profumo di lui addosso. Soldi nascosti, figa dolorante ma felice. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Domani ufficio, ma stasera ho scopato da puttana. E lo rifarò. Il brivido del segreto mi fa viva.