Sono Sofia, avvocatessa di 38 anni, sposata da 12 con Marco, padre esemplare, casa perfetta a Milano. Fuori, sono la donna in carriera, tailleur impeccabile, alliance al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. Dentro, un fuoco che mi divora. Ogni martedì, dopo il lavoro, dico a Marco che devo fare la spesa. Bugia banale. Il cuore mi martella nel petto mentre guido verso quel motel anonimo in periferia. Le mani sudano sul volante. Guardo l’anello nuziale: freddo, innocente. Eppure, sto andando da lui, Luca, il mio amante da sei mesi. Un collega di un cliente, occhi neri, mani ruvide da operaio. Il rischio mi bagna già le mutande. E se Marco chiamasse? E se arrivassi tardi a cena? Dio, che adrenalina.
Parcheggio, controllo il trucco nello specchietto. Esco, tacchi che clicchettano sull’asfalto. Cammino veloce, il vento mi solleva la gonna. Luca mi aspetta al 204, porta socchiusa. Entro, lui mi afferra subito. ‘Sei in ritardo, troia’, ringhia, ma sorride. Le sue labbra sulle mie, barba che punge. Mi strappa la blusa, i bottoni volano. L’alliance luccica mentre gli slaccio la cintura. Il suo cazzo duro mi preme contro il ventre. ‘Voglio scoparti ora’, dice. Io annuisco, eccitata da morire. Mi gira, mi abbassa le mutande fino alle ginocchia. Sento il suo fiato caldo sul culo. ‘Apri le cosce’. Obbedisco, il cuore in gola. Lecca la mia fica già fradicia, la lingua dentro, vortica sul clitoride. Gemo piano, ‘Shh, non urlare, ci sentono’. Ma lui infila due dita, pompa forte. Io mi appoggio al muro, le tette che oscillano libere.
La Tensione del Segreto Quotidiano
Mi spinge sul letto, a pecorina. Il suo cazzo grosso preme contro il mio buco. ‘Dimmi che lo vuoi’. ‘Inculami, Luca, spaciami il culo’. Entra piano, poi spinge tutto. Urlo dentro il cuscino. Fa male, ma è un male delizioso. Pam pam pam, mi sbatte come una puttana. Le sue mani sui fianchi, una scivola sul mio anello. ‘Sposata e troia, eh?’. Annuisco, godo di più. Mi gira, mi spalanca le gambe. ‘Guardami mentre ti riempio la fica’. I suoi occhi fissi nei miei, entra profondo. Io gli graffio la schiena, ‘Più forte, fammi venire’. Sento l’orgasmo montare, le pareti si stringono sul suo cazzo. Lui ansima, ‘Sto venendo, prendi tutto’. Schizzi caldi dentro di me, mi inonda. Io esplodo dopo, trepido, le cosce che tremano. Due minuti di pace, sudati, un bacio veloce.
Mi alzo di scatto. ‘Devo andare’. Lui ride, ‘Torna presto, amore’. Mi rivesto in fretta: gonna storta, reggiseno al contrario. Sento il suo sperma colarmi tra le cosce mentre cammino verso l’auto. Accendo il motore, sorrido allo specchietto. Rientro a casa, Marco mi bacia sulla guancia. ‘Com’è andata la spesa?’. ‘Bene, amore, ho preso tutto’. Ceno con loro, rido alle battute dei figli. Ma sotto il tavolo, stringo le cosce, rivivo ogni spinta. L’alliance pulita, ma la fica piena del mio segreto. Il brivido mi dura ore, anche mentre Marco dorme accanto. Domani, stessa routine. Ma stasera, sono viva. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Questa doppia vita è la mia droga.