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La Mia Doppia Vita: Il Segreto nella Cantina

Ieri è stato… incredibile. Ma oggi dovevo fingere normalità. Alberto, mio marito, dolce e fidato, mi aspettava a casa. Abbiamo cenato in terrazza, un aperitivo fresco, poi il jacuzzi. L’acqua calda sulla pelle, le sue mani su di me. Il suo cazzo, non enorme come quello dell’uomo-scimmia di stamattina, ma invitante. L’ho preso in mano, l’ho leccato piano, succhiato fino a farlo gemere. Mi ha girata, appoggiata al bordo, e mi ha penetrata piano. Tre spinte forti e ho goduto, il fuoco spento per un po’. Ma a letto, i sogni… fili elettrici, attrezzi, lui che mi lega e mi sfonda con quel mostro peloso. Mi sono svegliata bagnata, con un orgasmo silenzioso. Alberto dormiva. Se sapesse…

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Al lavoro, verso le dieci. Yann armeggia nel quadro elettrico, stretto, Domenico non ci sta. ‘Scendi in cantina, aiutami con i fusti di birra’, gli dico. Bicipiti potenti, meglio dei miei. La cantina è fresca, volta alta, pulita. Io su una scala a tre gradini, sistemo scatoloni. Lui finisce veloce, si siede sul fusto e mi guarda. La gonna corta, le cosce scoperte… forse di più. Mi giro, è dietro di me.

La Routine Quotidiana e il Fuoco Nascosto

“Vuoi una mano?” “No, risali da Yann.” Ma insiste, scambiamo posto. Lui sale, io gli passo scatoloni. Occhi nel mio décolleté. Ricordi del giorno prima, del sogno. I capezzoli si induriscono, la fica si bagna. Obsessione. Resto ferma, lui ride: “Sogni? I tuoi tettini spingono la stoffa.” “Freddo della cantina.” Si siede sulla scala, cazzo gonfio visibile. “Anch’io ho freddo… qui.” Sfila la zip, tozza pelosa, enorme. Si sega piano, cappella lucida di pre-sborra.

“Prendilo, Kris.” Tremavo. Mano intorno, calda, dura, pulsava. Ieri fretta, oggi assaporo. Sbottono la blusa, tette libere. Lecca la goccia, lo prendo in bocca, stringo la base. Palpita… ma mi ferma, mi gira, contro scaffale. Mi alza gonna, bacia cosce, culo. Lingua su figa, ano. Mi bagno di saliva e desiderio. “Ti piace la mia cazzo?” “Sì, mostruoso… scopami!” Entra piano, mi riempie fino in fondo. Urlo, vengo subito.

L’Incontro Esplosivo e il Rischio Totale

“Dimmi cosa vuoi.” “Tutto…” “Yann, scendi, aiuto!” Panico! “No!” Ma promesso. Le sue mani su tette, clitoride. Porto si apre, Yann entra. Sorride, pizzica capezzoli, tira fuori cazzo duro, bello. Davanti bocca. Spinta di Domenico, lo ingoio. Dolce, salato. “Sapevi siamo complici? Bocca da sogno.” Pompino profondo, loro spingono. Yann viene in gola, sborra calda.

Domenico mi stende su pallet, cazzo tra tette, lecca cappella. Yann lecca figa, ano, entra con cazzo. Forte, lungo, mi fora. “Sogno da tempo il tuo corpo.” “Fottimi!” Poi doppio: Domenico sotto, figa piena; Yann ano, piano, fino in fondo. Alternano, si scontrano dentro. “Ora!” Esplodono, sborra in pancia e culo. Io urlo, orgasmata folle.

Yann sparito. Doccia veloce, ordine. Un’ora sola. Loro finiscono linea elettrica. Aperitivo, baci complici. Casa, siesta. Alberto non sa. Il brivido del segreto… mi eccita da morire. Domani? Un altro giorno.

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