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La Mia Notte a Tre nel Motel Segreto: Il Cuore che Bateva tra Marito e Peccato

Dio, non ce la faccio più a tenere tutto dentro. Sono Maria, 35 anni, avvocatessa a Milano. Sposata da dieci anni con Luca, l’uomo perfetto: casa in centro, figli a scuola privata, cene con clienti. Di giorno indosso tailleur impeccabili, l’anello al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. Ma dentro… dentro ribollo. Ho una doppia vita. Marco, il mio amante, 28 anni, capelli neri folti, pelle olivastra, quel sorriso da predatore. Lavora come barista in un locale vicino al tribunale. Ci siamo incontrati per caso, un caffè rubato. Da allora, è la mia droga. L’adrenalina di nasconderlo, di rischiare. Stasera… stasera è stato diverso. Dovevo rincasare presto, Luca mi aspettava con la cena. Ma Marco mi ha mandato un messaggio: ‘Motel La Rosa, stanza 12. Porta una sorpresa.’ Il cuore mi martellava già mentre guidavo. ‘E se mi vedono? E se Luca chiama?’ Pensavo, stringendo il volante, l’anello che sfregava contro la pelle sudata.

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Arrivo al motel, un posto squallido ai margini della città, luci al neon che sfarfallano. Busso piano, come convenuto: tre colpetti. Marco apre, nudo, pelle lucida di sudore, cazzo semi-eretto che dondola. ‘Vieni, amore,’ sussurra, tirandomi dentro. Nella penombra, sul letto sfatto, c’è lei: Christina, bruna, occhi verdi, tette pesanti su un corpo magro. Si copre con il lenzuolo fino al mento, ma sorride maliziosa. ‘Ops, sei tornata prima,’ ride Marco, le guance arrossate. Il mio cuore esplode. ‘Non posso… devo andare a casa…’ balbetto, ma le gambe non si muovono. Sento l’odore di sesso nell’aria, umido, muschiato. Marco mi spinge sul letto accanto. ‘Sst, non fare rumore. Resta e godi.’ Mi sdraio sull’altro letto, lenzuola fredde contro la mia pelle bollente. Dietro di me, iniziano: risatine soffocate, gemiti bassi. Sento il letto cigolare, la mano di Marco che scivola sulla fica di lei. Mi tocco piano sotto la gonna, l’anello che graffia la coscia. ‘Cazzo, Maria, sei bagnata?’ mi chiede lui, voltandosi. Annuisco, vergognosa ma eccitata da morire.

La Tensione della Doppia Vita

Non resisto. Mi alzo, mi spoglio in fretta: reggiseno, mutande buttate per terra. Mi avvicino al loro letto. Christina mi guarda, allunga una mano, mi tira giù. ‘Vieni, bella,’ dice con accento spagnolo, la voce roca. Mi bacia, lingua invadente, mentre Marco ci guarda ridendo. ‘Succhiamelo insieme,’ ordina lui. Il suo cazzo è grosso, venoso, duro come ferro. Christina lo prende in bocca per prima, lo ingoia fino in gola, sbavando. Io lecco le palle, sentendo il sapore salato. ‘Brave troie,’ grugnisce Marco, afferrandoci i capelli. Poi mi spinge via, si mette dietro Christina a pecorina. La penetra di colpo: ‘Ahhh, sììì!’ urla lei, la fica che si apre rosata e fradicia. Io mi sdraio davanti, apro le gambe. ‘Leccami,’ imploro. La sua lingua sulla mia clitoride, vorace, mentre Marco la incula forte, i colpi che la spingono contro di me. Sento il suo respiro affannato sul mio monte di Venere, il cuore che mi pompa nelle tempie. ‘Scopami, Marco,’ gemo. Lui esce da lei, il cazzo lucido dei suoi umori, e mi entra dentro. Uno, due, tre colpi violenti. ‘Sei strettissima, sposina,’ ringhia, notando l’anello. Christina ci bacia, ci tocca le tette. Io vengo per prima, un orgasmo che mi squassa, la fica che pulsa intorno a lui. Marco esce, schizza sperma caldo sul mio ventre, mentre Christina si masturba furiosamente, gemendo in spagnolo.

Ci rivestiamo in fretta, sudati, appiccicosi. ‘Vai, amore, tuo marito ti aspetta,’ mi sussurra Marco, baciandomi il collo. Esco dal motel, gambe molli, profumo di sesso addosso. Guido verso casa, il cuore ancora a mille. Luca mi accoglie: ‘Com’è andata al lavoro?’ ‘Bene, stanca morta,’ mento, sorridendo. Sotto la doccia, mi tocco di nuovo ripensando alla fica di Christina sulla mia, al cazzo di Marco che mi riempiva. Il segreto mi eccita di più del sesso stesso. Domani sarò di nuovo la moglie perfetta, l’avvocatessa inappuntabile. Ma dentro, l’animale è sveglio. Non vedo l’ora del prossimo rischio.

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