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La Mia Doppio Vita: L’Amante Afghano nella Nostra Casa

Mi chiamo Sofia, ho 35 anni, avvocata a Milano. Sposata con Luca, ingegnere serio, rispettabile. Abbiamo una bimba di tre mesi, Aurora. Vita perfetta fuori: casa grande, cene con amici, chiesa la domenica. Ma dentro… dio, quel fuoco. Luca viaggia tanto per lavoro. Ho assunto Karim, 28 anni, afghano rifugiato. Alto, muscoloso, occhi neri che ti bucano. Doveva pulire, badare alla bimba quando la tata non c’è. Vive in una stanza piccola qui da noi. ‘Per sicurezza’, dico a Luca. Ma è per me.

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All’inizio innocente. Lo vedo trafficare in cucina, maglietta sudata sul petto largo. Sento il cuore battermi forte. L’anello al dito luccica mentre gli passo il caffè. ‘Grazie, signora Sofia’, dice con accento roco. Io arrossisco. Una sera Luca è via. Entro in bagno per sbaglio, lui sotto la doccia. Acqua che scorre sul cazzo semi-eretto, grosso, venoso. Mi blocco. Lui sorride, non si copre. ‘Scusa, Karim’. Esco, ma la fica mi pulsa. Quella notte mi masturbo pensando a lui, mordendomi il labbro per non gemere.

Il Segreto che Cresce

I giorni passano, tensione sale. Lo sfioro ‘per caso’ in corridoio, sento il suo cazzo indurirsi contro il mio culo. ‘Signora…’. Gli metto una mano sulla patta. ‘Chiamami Sofia’. Baci rubati in lavanderia, lingue che si intrecciano, mani che palpano. Colpa? Un po’. Ma l’adrenalina… dio, mi bagna tutta. Luca chiama: ‘Torno domani’. Perfetto. Stasera è mio.

L’Esplosione del Desiderio

Lo trascino in camera mia, quella con le foto di nozze sul comodino. ‘Presto, Luca può chiamare’. Strappo i vestiti. Il suo cazzo balza fuori, duro come ferro, cappella viola gonfia. ‘Soffia, ti voglio da morire’. Mi inginocchio, lo prendo in bocca. Succhio forte, lingua sul frenulo, saliva che cola. Geme, ‘Cazzo, sì…’. Mi alzo, mi levo le mutande, fica rasata fradicia. ‘Scopami ora’. Mi butta sul letto, gambe spalancate. Sento l’anello graffiargli il petto mentre mi penetra. ‘Ahhh! Karim, il tuo cazzo è enorme!’. Pompa violento, palle che sbattono sul mio culo. Io gratto la sua schiena, ‘Più forte, fammi male!’. Mi gira, a pecorina, mi afferra i fianchi. Entra fino in fondo, mi spacca. ‘Vengo, Sofia!’. ‘Dentro! Riempimi!’. Sborra caldo, fiotti che mi inondano la fica. Io vengo urlando, pareti che si stringono sul suo cazzo. Sudati, ansimanti. Cinque minuti, poi ‘Vattene, Luca sta tornando’.

Mi lavo veloce, profumo, trucco. Karim sparisce nella sua stanza. Luca arriva, mi bacia. ‘Com’è andata?’. ‘Bene, amore’. Sorrido, sentendo la sborra colarmi piano tra le cosce. Cuore che martella ancora. Domani fingo la moglie perfetta, ma dentro rido. Questo segreto è la mia droga. Rischio di tutto: famiglia, reputazione. Ma quel brivido… mi fa viva. Aspetto la prossima volta. Dio, non vedo l’ora.

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