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La Mia Doppia Vita: Il Sesso Rubato sullo Yacht con l’Amante Proibito

Mi chiamo Elena, ho 38 anni, avvocata in uno studio prestigioso di Milano. Sposata da dodici anni con Marco, un ingegnere gentile, padre dei miei due bambini. Di giorno sono la donna perfetta: tailleur impeccabile, tailleur nero che slancia le mie gambe, capelli raccolti, rossetto discreto. L’anello nuziale luccica al dito, simbolo di una vita stabile, rispettabile. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ho un amante. Si chiama Dario, un marinaio tatuato che ho incontrato per caso in un porto durante una vacanza. È rozzo, pericoloso, con mani callose e un cazzo che mi fa impazzire. Ci vediamo di nascosto, e ogni volta è un rischio che mi fa battere il cuore all’impazzata.

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Oggi è stato uno di quei giorni. Ho detto a Marco che avevo una riunione con un cliente a Genova. Bugia. Sono salita sul treno con la borsa piena di lingerie rossa, la fica già umida al pensiero. Il cuore mi martellava mentre guidavo verso il porto, l’anello che sfregava contro il volante. ‘Elena, sei pazza’, mi dicevo. ‘E se ti beccano? I figli, il lavoro…’. Ma l’adrenalina… oh, quella vince sempre. Dario mi aspettava sullo yacht di un suo amico, ormeggiato in un angolo isolato. Mi ha vista arrivare, ha sorriso con quegli occhi da predatore. ‘Vieni qui, troia mia’, ha sussurrato tirandomi dentro. La porta si è chiusa con un clic che mi ha fatto tremare.

La Tensione del Segreto Quotidiano

Non c’è stato tempo per preliminari. Mi ha spinta contro il muro della cabina, le sue mani ruvide sotto la gonna. ‘Hai la figa fradicia, Elena. Pensavi a me tutto il giorno?’. Ho annuito, ansimando. ‘Sì… cazzo, sì’. Mi ha strappato le mutande, le ha buttate per terra. Il suo dito è entrato di colpo nella mia fica bagnata, facendomi gemere. ‘Sstt, non urlare, o ci sentono’. Il rischio mi eccitava di più. Mi ha girata, mi ha abbassato la gonna sulle caviglie. Sentivo il suo cazzo duro premere contro il mio culo. ‘Allarga le gambe, puttana sposata’. L’ho fatto, mordendomi il labbro. È entrato in me con una spinta violenta, riempiendomi tutta. ‘Cazzo, sei stretta come la prima volta’. Pompava forte, le sue palle che sbattevano contro la mia pelle. Io mi reggevo al lavandino, lo specchio rifletteva il mio viso arrossato, l’anello che brillava mentre stringevo il bordo. ‘Più forte, Dario… scopami come una troia’. Lui rideva piano, una mano sul mio clitoride, sfregandolo senza pietà. Sentivo il cuore esplodere, il sudore colarmi tra i seni. ‘Ti riempio la fica, Elena. Prendi la mia sborra’. È venuto con un grugnito, caldo e abbondante dentro di me. Io ho goduto subito dopo, le gambe che tremavano, un orgasmo che mi ha fatto vedere le stelle. Due minuti, forse tre. Urgente, sporco, perfetto.

Ci siamo rivestiti in fretta. ‘Torna dal tuo maritino con la mia crema dentro’, ha detto baciandomi il collo. Io ho riso nervosa, sistemandomi i capelli. Sono uscita sullo yacht con le gambe molli, la fica che pulsava ancora, la gonna stropicciata. Ho guidato verso casa, l’anello di nuovo al dito, il suo sperma che colava piano sulle cosce. A casa, Marco mi ha baciato sulla guancia. ‘Com’è andata la riunione?’. ‘Bene, stancante’. Ho sorriso, cucinando la cena per i bambini. Dentro, ero euforica. Il segreto mi fa sentire viva. Domani sarò di nuovo la moglie perfetta, l’avvocata seria. Ma stasera, nel letto con Marco, penserò a Dario. E già sogno il prossimo rischio. Dio, quanto mi eccita questa doppia vita.

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