Mi chiamo Maria-Bianca, ho 53 anni, sposata da vent’anni, un figlio grande, vita perfetta da fuori. Lavoro in ufficio, promossa da poco, rispettata da tutti. Marito dolce, ma il sesso? Raro, noioso. Io… io ho un segreto. Amo succhiare cazzi. Da sempre. Al liceo a Napoli, prima pompa in bagno scuola, cuore in gola, quel cazzo duro in bocca… estasi. Poi auto-scuola, permessi gratis con un pompino in campagna. Capichef? Tutti passati dalla mia bocca per promozioni. ‘Succhiare non è tradire’, dico sempre ridendo. Marito lo sa, ma non sa tutto.
Ora, nuova formazione tre mesi a Napoli. Marito mi accompagna weekend per sistemare l’appart-hotel. ‘Sii saggia’, mi dice sorridendo. Io annuisco, ma dentro… brucio. Concierge consiglia ristorante sul lungomare, serata danzante. Mi vesto sexy: camicetta trasparente, gonna corta, perizoma. Mojito, pesce fresco, vino bianco. Balliamo, sudati. Marito stanco dopo cena. ‘Vai pure’, mi dice quando un nero alto, muscoloso, 1,90m, Abdu il senegalese, mi invita. Cuore batte forte. Ballo con lui, ritmo pazzesco, si struscia. Mani su cosce, fianchi. Io guardo marito, lui sorride. Eccitazione sale. Champagne, chiacchiere. ‘Sei calda’, mi sussurra. Bacio nel collo, mano su culo. Sento alleanza pesare al dito mentre lui mi tocca. ‘Andiamo?’, chiede. Marito beve troppo, barcolla. ‘Torno presto’, gli dico, bacio guancia. Lui annuisce, esausto.
Il Segreto che Mi Consumava
Fuori, parcheggio buio. Abdu mi spinge contro macchina sua. ‘Togliti mutande’, ordina. Esito, guardo intorno. Auto passano. Levo perizoma, bagnato. Lui lo annusa. ‘Cazzo, sei fradicia’. Mi bacia violento, lingua in bocca. Mano tra gambe, dita in fica. ‘Ah… sì…’, gemo. Cuore martella, rischio di incontro. ‘Succhiami’. Slaccia pantaloni, cazzo nero enorme, venoso, cappella viola. Mai visto così. Mi inginocchio ghiaia, auto vicini. Lo prendo in mano, grosso, pulsanti. Bocca piena, soffoco quasi. Lecco, succhio forte. ‘Brava troia’, grugnisci. Mano in capelli, spinge. Sborra calda, salata, ingoio tutto. Tossisco, eccitata. ‘Ora scopiamo’. Mi gira, gonna su fianchi, mi penetra da dietro. ‘Cazzo… enorme!’, urlo piano. Spinge duro, veloce, urgenza. Fica streta, bagna tutto. All’anello brilla sotto luna, mano sua nera su mio fianco bianco. ‘Vengo… dentro!’, ruggisce. Caldo in me, orgasmo mi spacca. Trema gambe.
Rientro hotel, ore 2. Marito dorme sbronzo. Mi lavo veloce, fica gocciola ancora. Sdraiato letto, sorrido colpevole. Domani lui parte. ‘Ci rivediamo?’, sms Abdu. ‘Sì, ogni sera’. Segreto mio, adrenalina pura. Di giorno signora per bene, sera puttana affamata. Questo brivido… non smetto mai.