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Confessione: La Mia Doppio Vita nel Bosco, tra Marito e Amante

Mi chiamo Elena, ho 42 anni, sposata da 15 con Marco, un uomo perbene. Di giorno sono l’avvocatessa impeccabile, tailleur stretto, riunioni in studio a Milano, cena con amici. Tutti mi invidiano: casa perfetta, figli grandi, vita stabile. Ma dentro… dio, dentro brucio. L’alleanza luccica al dito sinistro, un promemoria costante. Eppure, ogni venerdì, dico a Marco: “Vado a fare una camminata nel bosco, mi rilasso”. Bugia. Il cuore mi martella già mentre guido verso quelle foreste profonde sulle Prealpi, lontane dalla civiltà. Lì, lontano da occhi indiscreti, incontro lui. Luca, 25 anni, ragazzo del posto che vive isolato con i genitori contadini. L’ho incontrato per caso un anno fa, nudo in un laghetto. Da allora, è la mia dipendenza. Il rischio di essere vista, di tornare a casa con l’odore di sesso addosso… mi fa bagnare all’istante.

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Oggi è stato lo stesso. Parcheggio l’auto in un sentiero nascosto, zaino con acqua e… profilattici. Cammino veloce, sudata, il reggiseno che sfrega i capezzoli turgidi. Arrivo al lago, piccolo, cristallino, circondato da pini. Lo vedo lì, già nudo, muscoloso dal lavoro in fattoria. Mi sorride, occhi verdi che mi divorano. “Elena, sei in ritardo”. La voce bassa, eccitata. Mi spoglio piano, sentendo il sole caldo sulla pelle. L’alleanza brilla contro la mia coscia pallida. Entro in acqua, fredda che mi gela i brividi di desiderio. Nuotiamo vicini, corpi che sfiorano. “Tuo marito sospetta?” mi chiede, mano che scivola sul mio culo. “No… ma se mi trova la figa piena del tuo sperma…”. Rido nervosa, colpevole, ma la fica pulsa.

Il Segreto che Mi Divora Ogni Giorno

Non resistiamo. Usciamo, acqua che cola dai corpi. Mi sdraio su una coperta vicino alla tenda che ha montato. Lui sopra di me, baci urgenti, lingua che invade la bocca. “Ti scopo forte, Elena”. Le sue mani stringono i miei seni grossi, capezzoli duri come sassi. Io gemo, “Sì, ma veloce, devo rincasare per cena”. Mi apre le cosce, dita che entrano nella fica fradicia. “Sei una troia sposata, lo sai?”. Annuisco, eccitata dal giudizio. Mi infila due dita, pompa, il pollice sul clitoride gonfio. Ansimo, “Leccami”. Si china, lingua ruvida che mi divora la passera, succhia il clito, io mi inarco, unghie nella sua schiena. Vengo quasi subito, tremando, “Cazzo, Luca!”. Mi gira, a pecorina, il mio culo esposto. Sento il cazzo duro contro le natiche. “Mettilo, dai”. Infila il preservativo, mi penetra di colpo. “Ahhh! Piano… no, forte!”. Mi scopa selvaggio, pacche sul culo, il suo sudore che cola sul mio. L’alleanza graffia la coperta mentre mi aggrappo, “Più profondo, riempimi la fica!”. Sento le palle sbattere, il cuore in gola per il rumore nella foresta silenziosa. “Vengo, Elena!”. Gemo forte, orgasmo che mi squassa, lui esplode dentro il lattice. Crolliamo, ansimanti.

Mi rivesto in fretta, fica dolorante, labbra gonfie. “A presto, troia mia”. Lo bacio, salgo in auto. A casa, Marco mi abbraccia: “Com’è andata la passeggiata?”. Sorriso perfetto, “Bene, sudata ma rilassata”. Cucino, rido con i figli, ma sotto la gonna gocciolo ancora. Il segreto mi eccita da morire. Domani studio, rispettabile. Ma venerdì… il bosco mi chiama. Sono due donne, e adoro entrambe.

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