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La Mia Doppelgänger Vita: La Notte Proibita all’Hotel

Stasera a cena con mio marito e mio figlio. Tutto normale, io la professoressa rispettabile, l’anello al dito che brilla sotto la luce della cucina. Ma dentro, il cuore mi martella. Penso alla spiaggia oggi, alle sue mani su di me nell’acqua, mentre loro erano a pochi metri. L’ho scopato lì, la figa piena del suo cazzo, il mare che ci copriva i gemiti. Dio, che rischio. E ora il telefono vibra. È lui: “Vieni all’hotel. Subito. Manda prove”. Esito, guardo mio marito che parla del film visto. ‘Devo finire una lezione online’, mento sorridendo. Il cuore mi sale in gola. Scatto una foto: la mia mano con l’anello sull’orlo delle mutande, la figa già umida che spunta. Gliela mando. ‘Brava puttana’. Mi tremano le gambe. Un’altra: i capezzoli duri sotto la camicetta. ‘Stai sgocciolando per me?’. Sì, sto colando. Mio figlio ride per una battuta, io fingo di ascoltare. L’adrenalina mi brucia. Voglio quel cazzo, quel pericolo. Prendo la borsa, bacio loro. ‘Torno presto’. Esco, il suocero mi guarda strano dalla finestra. Sa qualcosa? Non importa. Corro in taxi, la figa che pulsa contro il sedile.

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Arrivo all’hotel, sudata, eccitata. Lui mi apre la porta, mi trascina dentro. ‘Hai obbedito bene, troia’. Mi strappa la camicia, le tette saltano fuori. Le sue mani ruvide sulle mie, l’anello che sfrega contro il suo cazzo già duro nei pantaloni. Mi inginocchio, lo tiro fuori: fine, bello, venoso. Lo bacio sulla cappella, lecca quel pre-sborra salato. ‘Succhialo come meriti’. Lo prendo in bocca, lo sento gonfiarsi sulla lingua, battere in gola. Lui mi afferra i capelli: ‘Occhi negli occhi, voglio vederti ingoiare’. Lo spingo giù, la luccica mi tocca, sbavo. Improvvisamente, la porta si apre. Il suocero. ‘Falla tua, ma prima fammi assaggiare’. Che cazzo? Lui ride: ‘È mia ora, ma ti do l’ultima volta’. Mi tengono per i capelli, alternano il cazzo in bocca. Quello del suocero più grosso, mi spacca la mascella. ‘Prendilo tutto, puttana di famiglia’. Mi fotto la figa con le dita mentre succhio, gemo intorno al cazzo. Lui mi solleva, mi sbatte sul letto. ‘Apri le cosce’. Il suo cazzo entra di colpo, mi riempie fino in fondo. Pam pam, colpi secchi, l’anello che graffia la sua schiena. Il suocero mi tappa la bocca col suo: ‘Leccami il culo mentre ti scopi’. Mi gira, cazzo in figa da dietro, lingua sul suo buco. Sborro per prima, tremo, urlo soffocato. Lui accelera: ‘Prendo la tua fica’. Gode dentro, caldo, profondo. Il suocero mi gira: ‘Ora bevi me’. Mi sborra in bocca, schizzi infiniti, lo ingoio tutto, occhi fissi nei suoi. Resto lì, nuda, piena di loro.

La Tensione tra Famiglia e Desiderio

Torno a casa di nascosto, il taxi mi lascia lontano. Entro piano, loro dormono. Mi lavo veloce, lo sperma cola ancora dalle cosce. Mi infilo a letto accanto a mio marito, il suo respiro calmo. Io? Il cuore ancora a mille, la figa dolorante e felice. Guardo l’anello, tocco la fede. Domani sarò la moglie perfetta, la mamma, la prof. Ma dentro, brucio. Questo segreto mi fa viva, mi bagna ogni notte. Rischio tutto per quel brivido, per sentirmi puttana libera. E già penso al prossimo sms. Dio, non vedo l’ora.

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