Dio, non ce la faccio più a tenere tutto dentro. Mi chiamo Elena, ho 42 anni, sposata da 15 con Marco, due figli, casa in ordine, professoressa di letteratura al liceo. Tutti mi vedono come la donna perfetta: tailleur elegante, sorriso professionale, l’anello che brilla al dito durante le lezioni. Ma ho una doppia vita. E oggi… oggi è successo di nuovo, con Alessio.
È il nuovo assistente, 28 anni, occhi scuri che mi trafiggono. Dovevamo preparare i TPE per gli studenti, gruppi misti. Io sola nel corridoio, lui si avvicina. ‘Elena, facciamo insieme?’. Il cuore mi batte forte. Annuisco, ‘Sì, andiamo al primo piano del CDI, prima che prendano tutte le sale’. Saliamo le scale veloci, entro nella prima libera, chiudo la porta ma non a chiave. Rischio. Adrenalina.
Il segreto che mi consuma tra casa e scuola
Ci sediamo vicini, documenti sparsi. Parliamo di temi, ma i miei occhi scivolano sul suo collo. ‘Sai, Elena, ho un fantasy… fare l’amore in un posto pubblico, discreto ma con il brivido di essere scoperti’. Arrossisco, ma il basso ventre si scalda. ‘Anch’io… il segreto mi eccita da morire’. Mi guarda intenso. Silenzio. Mi avvicino, le nostre ginocchia si toccano. ‘E se…’. Non finisco. Le labbra si sfiorano. Bacio umido, lingue che danzano. Mani sue sulla mia coscia, sotto la gonna. Io penso a Marco che mi aspetta a casa per cena.
La sua mano sale, sfiora le mutandine. Io gli slaccio i pantaloni, tiri fuori il cazzo duro, grosso. L’anello nuziale luccica mentre lo stringo. ‘Cazzo, Elena…’. Ansimo, ‘Shh, potrebbero sentirci’. Lo masturbo piano, lui mi spinge contro il tavolo. Mi solleva la gonna, string di lato. Due dita dentro di me, bagnata fradicia. Geme piano, ‘Metti la bocca’. Mi inginocchio, lo prendo tutto, succhio forte, saliva che cola. Gola piena, lui mi afferra i capelli. Il cuore mi martella, ogni rumore fuori mi fa tremare.
L’urgenza del piacere rubato e il ritorno a casa
‘Togliti il reggiseno’, ordina. Lo faccio, tette libere, lui le lecca, morde i capezzoli duri. Tre dita ora nella figa, pollice sul clito. Urlo soffocato. ‘Preservativo?’, chiedo. Ne tira fuori uno dal portafoglio, lo slaccio con i denti. Me lo infila, mi gira, mani sul tavolo. ‘Prendimi, veloce’. Si infila dentro, cazzo che riempie, spinta profonda. Pompa forte, io spingo indietro, culo contro pancia sua. ‘Più forte, cazzo!’. Sudore, odore di sesso, tavolo che cigola piano. Orgasmo mi travolge, trepido, stringo forte. Lui viene subito dopo, grugnendo nel mio collo.
Ci rivestiamo di fretta, specchiandomi nel vetro: rossetto sbavato, capelli scompigliati. ‘Domani di nuovo?’, sussurra. ‘Sì, ma segreto’. Esco, scale giù, corridoio vuoto. Auto, casa. Marco: ‘Com’è andata?’. Sorriso, ‘Bene, stanca’. Bacio i figli, preparo cena. Ma sotto il tavolo, mutandine umide, figa che pulsa ancora. L’anello al dito, il suo sperma dentro il preservativo buttato via. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Questo brivido… è la mia droga. Non smetterò mai.