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La Mia Doppia Vita: Il Segreto Bruciante al Lago

Sono Maria, 38 anni, avvocatessa a Milano. Sposata con Luca da 12 anni, due figli, casa perfetta in periferia. Tutti mi vedono come la donna ideale: elegante, professionale, devota famiglia. Ma dentro… dio, dentro brucio. L’alliance al dito mi pesa oggi, mentre sorseggio il caffè. Luca è già uscito per lavoro, i ragazzi a scuola. Il telefono vibra. È lei, Sofia. ‘Vieni al lago? Ora.’ Il cuore mi salta in gola. No, non posso. Ho una riunione tra un’ora. Ma le dita tremano, digito: ‘Sì, 20 minuti.’ Mi vesto in fretta: gonna stretta, camicetta bianca, tacchi. Guardo lo specchio: sembro la solita Maria rispettabile. Eppure, la fica già pulsa.

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Guido come una pazza verso il lago di Como, quel posto nascosto tra i monti. Parcheggio dietro i pini, lontana dalla strada. Lei è lì, nuda sotto il sole, vicino all’acqua fresca. Capelli neri mossi dal vento, tette sode, culo perfetto. ‘Sei in ritardo,’ ride, e mi bacia con urgenza. Le mani sue sotto la gonna, sulle mutande umide. ‘Sei bagnata fradicia, troia,’ sussurra. Io ansimo: ‘Sofia, se ci vedono…’ Ma lei mi spinge contro l’auto, mi strappa la camicia. L’alliance luccica mentre le afferro i capezzoli duri. Il cuore batte forte, paura e eccitazione mischiate. Sentiamo un’auto passare lontano, ci blocchiamo. Poi ridiamo, nervose.

La Tensione della Vita Quotidiana

Mi sdraio sull’erba, cuisses aperte. Lei si inginocchia, leccandomi piano la figa attraverso il pizzo. ‘Toglile,’ gemo. Le strappa via, infila la lingua dentro, succhia il clitoride gonfio. Io mi contorco, un dito nel culo, due nella fica che schizza. ‘Cazzo, Sofia, più forte!’ grido piano. Lei sale, figa sulla mia bocca. La lecco vorace, gusto salato, umido. Le tette mi sfregano il viso, sudo, puzzo di sesso. Mi infila tre dita, mi fa squirtare sul suo polso. Io vengo urlando nel suo buco, la lingua dentro fino in fondo. Orgasmo violento, gambe che tremano. Lei gode dopo, strofinandosi su di me, clitoride contro clitoride, friction bagnata. ‘Vieni dentro di me,’ ansima. Esplode, bagnandomi tutta.

Cinque minuti dopo, ci rivestiamo di fretta. Baci rubati, ‘A presto, amore.’ Io guido via, specchio retrovisore: rossetto sbavato, erba nei capelli. Lavo la faccia al lago, sistemo il trucco. Arrivo in ufficio con 10 minuti di ritardo. ‘Scusa, traffico,’ mento al collega. Sera, cena con Luca e i figli. Racconto la giornata ‘normale’. Ma sotto il tavolo, la fica ancora sensibile, mutande zuppe nel cassetto. Luca mi bacia la guancia: ‘Sei stanca?’ Sorrido: ‘Solo un po’.’ Dentro, rido. Il segreto mi eccita di più del sesso. Domani? Chissà. L’adrenalina non finisce mai. Sono la moglie perfetta… e la sua puttana selvaggia.

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