Dio, non ce la faccio più a fingere. Di giorno sono Laura, avvocata di 38 anni, sposata con Marco da dieci anni. Casa in centro a Milano, due figli, clienti importanti. Rispettabile, sai? Camicetta buttonata fino al collo, gonna al ginocchio, tacchi sobri. Stasera, fine udienza, esco dal bar con le colleghe. Bevo un spritz, rido delle battute stupide. ‘A presto, ragazze.’ Cammino piano per le stradine deserte. Le luci gialle dei lampioni, l’aria fresca d’autunno. Il cuore mi batte forte. Guardo l’anello nuziale che luccica. Marco mi ha mandato un messaggio: ‘A stasera amore, cena pronta.’
Ma non è vero. Ho fame di altro. Di lui. Luca, il mio amante da tre mesi. Incontrato per caso in un’indagine, un testimone con occhi azzurri e spalle da rugbista. Ci siamo visti di nascosto, hotel anonimi, ma stasera… stasera è rischioso. Vicino casa. ‘Vieni, troia,’ mi ha scritto. ‘Ti aspetto nell’impasse.’ Esito. Passo davanti al vicolo buio. Nessuno. Poi, un’ombra. Mi afferra il braccio. ‘Sei in ritardo.’ La sua voce bassa, eccitata. Profumo di colonia e sudore. Mi spinge contro il muro freddo. ‘Ho paura che ci vedano.’ ‘Zitta.’ Le sue labbra sulle mie, lingua dentro, urgente. Mano sotto la gonna, sulle mutandine umide. ‘Già bagnata, eh? Brava puttana sposata.’ Sento il suo cazzo duro contro la coscia. Il cuore mi esplode. L’anello tocca la sua pelle. Contrasta. Peccato. Adrenalina.
La Tensione tra Vita Normale e Desiderio Proibito
‘Togliti le mutande.’ Obbedisco, le calo alle caviglie. Mi gira, gonna alzata. ‘Allarga le gambe.’ Entra di colpo. Il suo cazzo grosso, venoso, mi riempie la fica fradicia. ‘Ahhh… piano…’ ‘No, scopiamo forte.’ Spinte violente, muro che graffia la schiena attraverso la camicetta. Sento i suoi testicoli sbattere sul mio culo. ‘Ti piace, eh? Mentre tuo marito ti aspetta.’ Annuisco, gemo. ‘Sì… scopami… più forte.’ Mi tappa la bocca con la mano. ‘Non urlare, cazzo.’ Succhio le sue dita. Lui accelera, bestia. Mi pizzica i capezzoli duri sotto il reggiseno. ‘Vengo… dentro?’ ‘No… fuori.’ Ma non mi ascolta. Sborra caldo nella fica, fiotti che colano. Io vengo dopo, gambe che tremano, vista annebbiata. ‘Cazzo… incredibile.’ Ci ricompongo veloci. Bacio veloce. ‘Vai, prima che ti vedano.’
Corro a casa, mutande in borsa, fica che gocciola sperma. Profumo di sesso addosso, copro con profumo. Marco: ‘Com’è andata?’ Sorriso perfetto. ‘Bene, stanca.’ Cena, chiacchiere banali. Figli a letto. Sotto le coperte, lui mi tocca. ‘Stasera no, amore.’ Ma dentro, rido. Segreto mio. Domani ufficio, rispettabile. Ma rivivo il vicolo: il cazzo che mi spacca, l’anello che brilla, il rischio. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Questa doppia vita… mi fa viva. Voglio di più.