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La Mia Doppia Vita: Il Segreto Bruciante con la Vicina Vergine

Questa mattina mi sono svegliata con il cuore che batteva forte. Sono Marta, 42 anni, direttrice di una scuola superiore a Milano, moglie devota di Luca da 15 anni. Oggi è il mio compleanno, e lui ha promesso una sorpresa. Ma mentre mi asciugavo dopo la doccia, le mani sui seni mi hanno fatto indurire i capezzoli. Dio, quanto erano duri. Ho posato il culo nudo sullo sgabello, ho aperto le gambe e ho iniziato a sfregare il clitoride. L’ho tirato fuori dalle labbra gonfie, rosa e umide, graffiandolo con l’unghia. La figa ha cominciato a colare subito, succo caldo che scivolava giù. Con le dita dei piedi ho aperto le grandi labbra e le ho infilate dentro, muovendole per fottermi il più possibile. Sono venuta così forte da tremare, senza fiato.

Ho leccato i miei piedi bagnati della mia stessa eccitazione, assaporando quel sapore salato e dolce. Il clitoride pulsava ancora, le dita tornate a penetrarmi piano, profondo. L’altro braccio tirava il capezzolo, mordendolo quasi. Stavo per venire di nuovo quando il campanello ha suonato. Merda. Ho infilato la vestaglia borbottando e ho urlato ‘Arrivo!’. Era Sofia, la mia vicina di 20 anni, la sorvegliante della mia scuola. Occhi azzurri, mora snella, sempre alla moda con gonne cortissime. ‘Professoressa Rossi, mi dà un passaggio al liceo?’

Il Risveglio del Desiderio Nascosto

‘Sì, certo, dai pure’. L’ho fatta entrare. Sono andata in camera a vestirmi, lei si è seduta sul letto. Io nuda davanti all’armadio, sentivo i suoi occhi su di me. Seni pesanti, capezzoli ancora turgidi dal piacere mattutino, pancia morbida con la figa pelosa ma curata tra cosce bianche. Mi sono chinata per le calze, e ho visto: niente mutande sotto quella gonna plissettata. Le sue cosce ferme, la fica rasata che sbirciava. Ho indugiato, il cuore in gola. L’anello nuziale al dito brillava, mentre immaginavo di toccarla. Lei mi fissava senza pudore. ‘Smettila di guardarmi così, mi imbarazzi’, ho detto ridendo nervosa. Ma ero fradicia.

Si è alzata, dietro di me mentre cercavo le mutande. Il suo respiro sul collo. Mi sono girata, i nostri volti vicini. Ha posato le labbra sulle mie, succhiandole piano. Poi la lingua, dura e agile, in bocca. Le mie mani sulla sua nuca, ricambio. Le sue esplorano: spalle, seni, pizzicano il capezzolo facendolo indurire di più. L’altra mano tra le mie cosce, dita nella fessura bagnata. ‘Oh sì…’, ho gemito. Siamo cadute sul letto, corpi avvinghiati. Io ho alzato la sua gonna, palmo sul culo nudo sodo, pubis contro il suo. Sfregavamo, eccitate.

L’Amplesso Esplosivo e il Ritorno al Segreto

Lei sopra, dita nella mia figa, profonde. Sono venuta squirting, bagnandole la mano. ‘Avevo troppa voglia del tuo corpo…’. ‘Prendilo, cazzo’, ho sussurrato. Ha leccato la mia fica, denti sul clitoride, aspirando le labbra. Ho premuto la sua testa, facendola bere i miei umori. ‘Ancora…’. Si è alzata, è tornata con un doppio dildo rigido. L’ho implorato: ‘Infondimelo…’. A pecorina, mi ha bagnato l’ano con saliva, premuto la testa lì. Il mio buco si è aperto, ingoiandolo. Mi masturbavo il clito mentre spingeva. Venuta violenta. Poi l’altra testa nella figa: doppia penetrazione, ‘Più forte! Sììì!’. Urlavo, la figa e l’ano contraendosi, umori ovunque.

Esausta, l’ho girata. Dita nella sua fica vergine, stretta e calda. Ho trovato il clitoride piccolo, duro, graffiato. Poi dentro, barriera elastica. ‘Penetrami, più in fondo…’, ha gemito aprendo le gambe. La mia mano intera, fisting piano, toccando il punto G granuloso. È esplosa, squirting sul letto, un filo di sangue sulle mie dita. ‘Scusa, non sapevo…’. ‘Non sono mestruata. Buon compleanno!’, dice ridendo. E Luca dalla porta: ‘Il tuo regalo, amore. Sapevo che sognavi una vergine giovane’. Filma tutto, occhi eccitati. Poi se ne va con la macchina.

Torno in me, orologio che ticchetta. Il segreto è salvo, Luca complice. Esco con Sofia, alliance al dito, figa che pulsa ancora. Stasera la rivoglio, con lui che guarda. Questa doppia vita mi fa venire solo a pensarci.

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