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La Mia Doppia Vita: Sesso Proibito con il Capo in Ufficio

Dio, non ce la facevo più. Sono Maria, delegata sindacale in questa fabbrica di custodie per cellulari che sta andando a rotoli. Sposata da dieci anni, vita perfetta fuori: casa in ordine, marito che lavora in banca, io rispettabile, mamma di due bimbi. Ma dentro… dentro brucio. È il 1 maggio, barbecue nel parco della fabbrica. Tutti fingono di divertirsi, ma l’aria è pesante. Litigo di nuovo con Marco, il patrono. ‘Non fai un cazzo per salvare i posti!’ gli urlo, sbatto la porta del suo ufficio. Esco, aria fresca. Malika, la mia migliore amica, mi porta birra e salsiccia. ‘Vai a parlargli, sorride solo con te’, mi dice ridendo. Il cuore mi batte forte. L’anello al dito luccica, ricordo del mio matrimonio. Ma lui… Marco, magro, capelli scompigliati, occhi che mi fissano sempre troppo a lungo. Entro senza bussare. ‘Scusa l’esplosione’, balbetto. Parliamo della fabbrica, Altichem che vuole comprarci. Le sue mani prendono le mie. Calde, forti. Sento il polso accelerare. ‘Capisci il mio dilemma?’, sussurra. I nostri sguardi si incatenano. L’anello preme contro la sua pelle. Colpa? Un po’. Ma il desiderio vince. Mi alzo in punta di piedi, lo bacio. Labbra morbide, lingua che invade.

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Non penso più. Le sue mani sulla mia vita, scendono sul culo. ‘Maria…’, geme. Strappo i bottoni della sua camicia, assaporo i pettorali. Lui slaccia i miei pantaloni, li fa cadere. Il mio reggiseno salta, mutandine di lato. Lo spingo sul tavolo, libero il suo cazzo. Duro, grosso, venoso. Il mio cuore martella, sudore freddo: e se entra qualcuno? Ma figa bagnata, gocciolante. Mi siedo su di lui, lo infilo dentro. ‘Cazzo, sì!’, ansimo. Ondeggio i fianchi, su e giù, veloce. Le sue mani stringono le chiappe, mi sbatte contro. ‘Più forte, troia mia’, ringhia. Lo cavalco come una pazza, tette che rimbalzano, capezzoli duri. Sento il suo cazzo pulsare nella mia fica stretta, bagnata di succhi. Bacio la sua bocca, mordo il labbro. L’urgenza: cinque minuti, devo tornare al barbecue. Acceleriamo, pelli che schiaffeggiano. ‘Vengo!’, grido. Orgasmato mi travolge, spasmi, squirto sul suo uccello. Lui esplode dentro, sborra calda che mi riempie. Crollo su di lui, ansimi misti. Il suo cazzo si ammorbidisce, scivola fuori con un rivolo di crema.

La Tensione che Sale

Mi rialzo, tremante. Lui guarda il caos sul tavolo: la mia borsa rovesciata. Afferra le mie palline geisha viola. ‘Queste… silicone puro. Domani, troviamo fornitori. Faremo sex toys, salveremo la fabbrica’. Rido nervosa, eccitata. Mi rivesto veloce, bacio fugace. ‘Il nostro segreto’, sussurro. Esco, volto in fiamme. Al barbecue, tutti normali. Malika: ‘Com’è andata?’. ‘Bene, ha mangiato’. Sorrido, ma tra le cosce appiccicose la sborra cola. Marito chiama: ‘Torni presto?’. ‘Sì amore’. Colpa? Poco. Il brivido mi fa bagnare di nuovo. Da quel giorno, la doppia vita: di giorno sindacalista, moglie; di nascosto, la sua puttana. Riunioni segrete, scopate rapide prima di rincasare. Rischio di essere beccata? Mi eccita da morire. L’anello al dito mentre lo prendo in bocca. Ora la fabbrica produce vibratori, tutti felici. Io? Incinta del suo. Marito pensa sia suo. Segreto perfetto. Cuore che batte, adrenalina pura. Non smetterò mai.

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