Dio, quel caffè del distributore senza zucchero mi fa incazzare nera. Già è una schifezza, e pure amaro… Terza volta questa settimana. Otto e mezza, e la giornata parte stortissima. Sposata da dieci anni con Marco, madre di due bimbi, segretaria precisa in questo ufficio di marketing a Milano. Sembro la tipica donna per bene, con l’anello al dito che brilla sotto le luci al neon. Ma dentro… dentro c’è un fuoco che mi rode.
La posta sul mio tavolo. Non tocca a me stamattina. Chi cazzo l’ha messa lì? Sento il cuore accelerare. E poi lui arriva. ‘Buongiorno Nadia, il tuo sorriso mi mette di buon umore!’ Oliviero, il capo. Alto, elegante, quel fascino naturale che fa bagnare tutte. Arrossisco, balbetto un ‘grazie’. Bernardo, il collega burbero, borbotta qualcosa. Lo odio, o almeno così dico. Ma i suoi occhi… quelle spalle larghe sotto la camicia…
La Routine Ufficiale e il Desiderio che Covava
Pranzo tutti e quattro: io, Oliviero, Bernardo, Teresa la bella stagista. Ristorante italiano qui vicino. Champagne. ‘Ragazzi, Teresa e io ci sposiamo!’ annuncia lui. Bernardo impallidisce, beve come una spugna. Finisce sbronzo perso. Oliviero mi chiede di riportarlo a casa. ‘Nadia, sei un angelo.’ Il cuore mi martella. Marco è via per lavoro fino a domani. Rischio? Enorme. Ma l’adrenalina… mi fa tremare le cosce.
Lo trascino nel mio appartamento. Puzza di alcol. ‘Nadia… scusa…’ biascica. Lo metto sotto la doccia fredda. Gli tolgo i vestiti. Porca puttana, che corpo. Pettorali scolpiti, addominali tesi, e lì… il cazzo flaccido su due palle pesanti. Mi bagno le mutande solo a guardarlo. Lo asciugo, lo butto sul letto nudo. Io in camicia da notte leggera. Marito dorme lì ogni sera. Peccato mortale.
L’Esplosione della Passione e il Ritorno al Segreto
Non resisto. Mi inginocchio. Tiro piano il lenzuolo. Il cuore mi esplode nel petto. È lì, piccolo e rattrappito. Patetico, penso. Ma lo tocco. Solo la punta delle dita. Caldo, morbido. ‘Scusa Bernardo, non ce la faccio…’ Si indurisce piano. Diventa grosso, venoso. Lo afferro. Pelle vellutata che scivola. Prendo il mio dildo dal cassetto, Gizmo. Mi sdraio nuda accanto a lui. Spingo dentro la fica fradicia. ‘Oh sì, Bobby… la tua cappella grossa…’ gemo piano, pompando il suo cazzo.
Lui si muove. Apro gli occhi. ‘Nadia… aspirina?’ Urlo, balzo via. Ma lui mi afferra. ‘Aspetta… continua.’ Il cazzo duro come ferro. Mi tira sopra. ‘Fottimi, troia.’ Le sue mani sulle tette, pizzica i capezzoli duri. Io cavalco quel bastone. Entra tutto, mi spacca. ‘Cazzo, Nadia, sei stretta!’ Sbatto i fianchi, la fica che lo strizza. Succhio la lingua, mordicchio. ‘Più forte, fammi venire!’ Lui mi sbatte da sotto, palle che schiaffeggiano il culo. Sborro? No, lui prima. ‘Vengo… dentro!’ Getti caldi mi riempiono. Io esplodo dopo, tremando, urla soffocate.
Finito in fretta, sudati, ansanti. ‘Vattene ora,’ dico, colpevole ma euforica. Gli butto i vestiti. ‘Niente a nessuno.’ Se ne va barcollando. Chiudo la porta, l’anello brilla. Domani ufficio, sorrisi falsi, Oliviero che flirta. Marco torna, mi bacia innocente. Ma io… io serbo il segreto. Quel brivido, la fica ancora gonfia. La doppia vita mi eccita da morire. Rischio tutto, e ne voglio ancora.