Dio, non so da dove iniziare. Ho 45 anni, sposata da vent’anni, due figli grandi, avvocato in uno studio importante a Milano. Fuori, sono la donna perfetta: tailleur impeccabili, sorrisi professionali, corse in bosco per scaricare lo stress. Ma dentro… dentro brucio. Mio marito? Routine. Sesso il sabato sera, luci spente, e via. Io voglio di più, quel brivido che ti fa battere il cuore come un tamburo.
L’ultima corsa nei boschi mi ha fregata: tendinite al ginocchio. Medico, podologo. Prenoto dal più vicino, oggi alle 18. Caldo infernale. Doccia prima, acqua fredda sulla pelle. Mi guardo allo specchio: 1,65, 62 kg, tette sode 95B senza reggiseno, culo tonico dalla corsa, figa rasata ieri. Mani scivolano, pinzoli capezzoli duri, dita tra le labbra bagnate. ‘Mmm, sì…’, gemo piano. Orgasmo rapido, ma non basta. Mi vesto: abito bianco aderente sopra il ginocchio, sandali. Niente mutande, fa troppo caldo. ‘Tanto guarda i piedi’, mi dico. Anello nuziale luccica al dito. Cuore già accelera.
La Routine Quotidiana e il Prurito del Divieto
Arrivo, suono. Studio carino, pietra a vista. Sala d’attesa: una tipa grassa mi fissa male, un ragazzo di 25 mi mangia con gli occhi. Incrocio gambe, sorrido dentro. ‘Maria?’, chiama lui. Podologo, 45 anni, alto, magro atletico, grigio ai lati, mani lunghe potenti. Occhi vivaci. ‘Prego, si accomodi’. Chiacchieriamo, riempe scheda. Poi esami. ‘Cammini dritta’. Cinque volte. Sento i suoi occhi sul mio culo. ‘Tocchi i piedi, gambe tese’. Dietro di me, mani su fianchi, spina dorsale. Sento il mio seno libero sotto il tessuto. Lordosi lieve, dice. Poi podoscopio: ‘Salga, piedi larghi’. Luce sotto! Mi apre gambe piano. ‘Per l’appoggio naturale’. Niente mutande… vede tutto. La mia figa esposta allo specchio. Arrossisco, ma tra le cosce calore sale. Mouille, gocciolo. Una goccia cade. Lui impassibile, ma tempo eterno a guardare. ‘Gambe bellissime’, dice. ‘Ultima paziente, massaggio piedi?’. ‘S-sì’, balbetto. Colpa mia.
L’Estasi Rapida e il Ritorno al Segreto
Mi stendo sulla lettiga, abito copre appena. Crema sui piedi, massaggia. Mani salgono: polpacci, ginocchia. Non oppongo. Piega ginocchia, apro un po’. ‘Brava’, mormora. Roba scivola su cosce. Vista diretta sulla mia fica gonfia, clitoride turgido. Mani interne cosce, sfiora labbra. Via, torna. ‘Sei bagnata fradicia’, sussurra. Dito entra piano nella fica calda. Trasalisco, cingo anche. ‘Oh cazzo…’, gemo. Bacia cosce, lingua lecca labbra esterne, succhia clitoride. ‘Deliziosa’, dice tra leccate. Due dita dentro, pompa, lingua vortica sul bottoncino. Bacino si alza, lo cavalco. ‘Più forte!’, ansimo. Sento venire, forte. Schizzo in faccia, urlo strozzato. Spasmi ovunque. Mani sue su tette, pizzica capezzoli. Ansimiamo. Anello brilla mentre accarezzo i suoi capelli.
Guardo orologio: 18:45, devo rientrare, cena famiglia. ‘Semelle pronte tra una settimana, ultimo appuntamento 18?’, chiede con ghigno. ‘Perfetto’, sorrido. Mi alzo tremante, figa stilla ancora. Bacio veloce, esco. In macchina, mani sul volante bagnate. Marito: ‘Com’è andata?’. ‘Bene, semelle perfette’. Sorrido, dentro esplodo. Segreto mio, doppio vita. Prossima volta? Niente mutande, e stavolta lo scopo anch’io. Il rischio… mi fa viva.