Mi chiamo Elena, ho 38 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Sposata da dieci anni con Marco, un uomo gentile, prevedibile. Casa perfetta, figli a scuola, vita da copertina. Ma dentro di me… c’è lui. Luca, il mio amante. Incontri rubati, adrenalina pura. Stamattina, Marco è uscito presto per lavoro. Io ho detto ‘Vado a fare la spesa’. Bugia. Il cuore mi martella nel petto mentre guido verso il suo appartamento. L’anello nuziale brilla al dito, mi ricorda chi sono fuori da lì. Ma la figa pulsa già, bagnata al solo pensiero.
Parcheggio, salgo le scale di corsa. Bussa… la porta si apre. Luca mi tira dentro, mani forti sul mio culo sotto la gonna stretta. ‘Cazzo, Elena, sei in ritardo’, ringhia. Lo bacio famelica, mordendogli il labbro. ‘Non ce la faccio più, ho bisogno del tuo cazzo’. Si strappa la camicia, io slaccio il reggiseno. Nuda in un baleno, seni sodi che rimbalzano. Lui mi spinge contro il muro, bocca sul collo, dita che scivolano tra le cosce. ‘Sei fradicia, puttana sposata’. Geme, lecca il mio capezzolo duro. Io gli afferro il cazzo attraverso i pantaloni, già gonfio, venoso. ‘Scopami ora, prima che torni a casa’.
Il Segreto che Mi Fa Tremare
Lo spingo sul letto, gli calo i pantaloni. Il suo cazzo balza fuori, grosso, cappella rossa lucida di pre-sperma. Lo prendo in mano, pelle calda, vene pulsanti. Mi inginocchio, lo guardo negli occhi. ‘Ti succhio come una troia’. Bocca aperta, lo ingoio piano, lingua che gira intorno al glande. Sento il sapore salato, lo spingo in gola, sbavo. Lui geme, afferra i miei capelli. ‘Brava, Elena, ingoialo tutto’. Succhio forte, palle in mano, le strizzo. Il cuore batte forte, ogni secondo è rischio. Potrebbe chiamarmi Marco da un momento all’altro.
Mi sdraio, apro le gambe. ‘Leccami’. La sua lingua affonda nella figa, labbra gonfie, clitoride che scoppia. ‘Cazzo, sei dolce’. Mi fotte con la lingua, due dita dentro, gancio sul punto G. Io urlo piano, ‘Sì, lì, non fermarti!’. Trema, vengo in bocca sua, squirt che gli bagna il mento. Lui si alza, cazzo duro come ferro. Mi gira, a pecorina. ‘Pronta per il tuo culo?’. Lubrifica con la mia eccitazione, spinge il glande contro l’ano stretto. ‘Rilassati, troia’. Entra piano, centimetro per centimetro. Dolore che diventa piacere, mi riempie tutta. ‘Cazzo, è stretto!’. Pompa forte, palle che sbattono sul mio clito. Io mi masturbo, ‘Più forte, scopami il culo!’.
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità
Vengo di nuovo, ano che si contrae intorno al suo cazzo. Lui ruggisce, ‘Prendo il culo!’. Spara dentro, caldo, denso. Mi riempie, gocciola fuori. Ansimo, sudata, alliance che luccica accanto al suo sperma sul lenzuolo. ‘Devo andare’. Mi vesto di fretta, figa e culo doloranti, pieni di lui. Bacio veloce, ‘Ci vediamo presto, amore proibito’.
Guido a casa, gambe tremanti. Entro, preparo pranzo come niente. Marco torna, mi bacia la guancia. ‘Com’è andata la spesa?’. Sorriso innocente, ‘Bene, amore’. Ma dentro, eccitazione pura. Sento il suo sperma colarmi dal culo, l’anello al dito che brucia. Colpevole? Un po’. Ma viva, desiderata. Questa doppia vita mi fa impazzire. Non smetterò mai.