Mi chiamo Elena, ho 45 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Sposata da vent’anni con Marco, un ingegnere gentile, due figli grandi che studiano fuori. Fuori sembro la donna perfetta: tailleur impeccabili, sorrisi ai clienti, cene di lavoro. Ma dentro… dio, dentro brucio. L’anello al dito mi ricorda ogni giorno il mio ruolo. Eppure, da sei mesi, ho una doppia vita. Si chiama Sofia, 52 anni, ex notaia in pensione, vive in un casale isolato sulle colline lombarde. L’ho incontrata per caso, leggendo un vecchio diario trovato in un’anticaglia. Mi ha risvegliato qualcosa di oscuro, di bagnato.
Oggi è stato uno di quei giorni. Mattina in ufficio, riunioni noiose, caffè con colleghe che chiacchierano di mariti. Sorrido, annuisco, ma tra le cosce sento il formicolio. Sofia mi ha scritto: ‘Vieni alle 17, prima che torni a casa. Porta la tua fica rasata per me’. Il cuore mi batte forte giĂ al pensiero. Esco dall’ufficio con una scusa, ‘appuntamento cliente’. Guido veloce verso il suo casale, l’anello che luccica al volante mi fa sentire sporca, eccitata. Parcheggio dietro la siepe, non voglio che i vicini vedano la mia BMW.
La Tensione tra Casa e Desiderio Proibito
Entro, lei è lì, nuda sul divano, gambe aperte. ‘Elena, la mia puttanella sposata’, dice con quel sorriso malizioso. Le sue tette mature, capezzoli duri come chiodi, la fica con quelle grandi labbra pendenti, marchiate da anni di giochi. Mi getto su di lei, bacio vorace. ‘Ho solo mezz’ora, Sofia, Marco mi aspetta per cena’. Lei ride: ‘Meglio, così scopiamo come troie’. Mi strappa la gonna, le mutandine. ‘Guardati, figa depilata sotto la seta, per me’. Il mio clitoride pulsa, gonfio. Le mie mani tremano sull’anello mentre le infilo due dita nella sua fica fradicia, calda, che schizza umori.
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla NormalitĂ
Mi sdraio sul tappeto, lei sopra. ‘Lecca la mia, Elena’. La sua fica in faccia, odore muschiato, salato. La lingua dentro, succhio le sue labbra enormi, il clitoride turgido. Geme: ‘Sì, troia, mangiami mentre tuo marito cucina’. Io ansimo, il cuore in gola, paura che suoni il telefono. Lei si gira, 69 furioso. La sua bocca sulla mia fica, denti sul clitoride, dita che mi fottono il culo. ‘Vieni, puttana, bagna la mia faccia’. Esplodo, squirto in bocca sua, gambe che tremano. Poi tocca a lei: la monto, fiche che si strusciano, clitoridi che si urtano. ‘Sborra per me, Sofia!’, urlo piano. Lei trema, inonda la mia pancia di succo caldo.
Finito in 25 minuti, sudate, appiccicose. Mi vesto di fretta, mutandine zuppe nel borsetta. ‘Vai dalla tua famigliola con la mia crema in fica’, dice baciandomi. Guido a casa, le cosce che scivolano, l’odore di sesso che impregna l’auto. Marco mi accoglie: ‘Com’è andata?’. Sorriso innocente: ‘Bene, amore, cena squisita’. Mangio, racconto banalitĂ , ma sotto il tavolo stringo le cosce, rivivo il sapore della sua fica. La notte, nel letto coniugale, tocco piano mentre lui dorme. Il segreto mi fa venire di nuovo, piano, colpevole, viva. Domani tornerò alla mia vita da brava moglie. Ma so che Sofia mi aspetta, e il brivido… dio, non smette mai.