Dio, non ce la faccio più a tenere tutto dentro. Mi chiamo Valeria, ho 42 anni, sposata da 15 con Marco, un uomo buono, cadre in ufficio. Di fuori sono la tipica moglie italiana: casa perfetta, lavoro come cuoca a domicilio per anziani, sempre sorridente, con l’anello al dito che brilla. Ma dentro… dentro ardo. Da quando sono arrivati questi operai rumeni per i lavori in casa, Lucian il capo, i suoi fratelli Marian e Stefan, e Victor il più giovane, tutto è cambiato. È iniziato per caso, un weekend di bagordi con troppo vino, e ora è una dipendenza. Il cuore mi batte forte solo a pensarci. Stamattina, Marco è partito presto per il lavoro, fingendo di andare in ufficio. Io lo so che sospetta, ma non dice niente. Forse gli piace guardarmi… non so. Mi sento in colpa, ma l’eccitazione vince sempre.
Sono in cucina, sola, il caffè che borbotta. Sento la porta del giardino aprirsi. È Lucian, entra senza bussare, gli occhi famelici. ‘Buongiorno, signora Valeria’, dice con quel sorriso da predatore. Il mio stomaco si contrae, l’anello al dito mi pesa mentre gli poso la mano sul petto. ‘Shh, Marco può tornare’, sussurro, ma le gambe già tremano. Mi tira contro di lui, la sua erezione preme sul mio ventre attraverso i pantaloni. ‘Non c’è tempo, dobbiamo fare colazione’, dico, ma lui ride e mi spinge contro il tavolo. Gli altri entrano: Marian, Stefan, Victor. Mi guardano come carne fresca. Mi alzo la gonna – niente mutande, come mi ha ordinato ieri – e mi siedo sul bordo. ‘Falla vedere’, ordina Lucian. Mi apro le labbra con le dita, il clitoride già gonfio. Il cuore mi martella nel petto.
Il Segreto che Mi Brucia Dentro
Victor si inginocchia per primo, la lingua mi lecca vorace, dal buco del culo alla figa bagnata. ‘Oh cazzo, sì…’, gemo piano, mordendomi il labbro. Marian e Stefan si sbottonano, cazzi duri in mano, grossi, venosi. Lucian mi prende la testa: ‘Succhialo, troia’. Apro la bocca, il glande mi riempie, mi deforma le guance. Succhio forte, sbavo, la mano destra sull’asta, la sinistra… l’anello luccica mentre lo sego. Victor mi infila due dita in fica, mi scopa veloce. ‘Vieni qui’, dice Marian, mi gira. Mi piego sul tavolo, il culo esposto. Sento il suo cazzo spingere, entrare di colpo nella figa fradicia. ‘Ahhh! Piano!’, ansimo, ma lui pompa duro, le palle che sbattono. Stefan mi ficca il cazzo in bocca, alterniamo. Lucian si unisce, mi palpano le tette, pizzicano i capezzoli. Victor si sega sul mio viso. ‘Sborrami addosso’, imploro. Esplode per primo, fiotti caldi sul collo, sulle tette. Marian mi riempie la fica, il suo sperma cola giù. Stefan in bocca, ingoio tutto, salato, denso. Lucian mi scopa l’ultima, mi fa urlare piano, viene dentro, mischiato al resto. Sono un disastro, coperta di sborra, la figa che pulsa.
Toby il cane fiuta, mi lecca tra le cosce, la lingua ruvida sul clitoride. ‘No, via!’, dico ridendo, ma godo un altro orgasmo veloce sulle ginocchia di Lucian mentre bevo il caffè nuda, loro che mi accarezzano. Mi pulisco in fretta in bagno, Lucian mi schiaffeggia il culo: ‘Stasera dopo cena’. Esco, preparo la tavola come una brava moglie. Marco rientra, mi bacia, nota il rossore sulle guance. ‘Tutto ok?’, chiede. ‘Sì amore, solo stanca’. Cucino pasta con salmone, serviamo tutti insieme, mani sotto il tavolo che mi sfiorano la fica. Notte, Marco dorme, pyjama addosso. Sento passi. È Lucian con Victor. Mi alzo, nuda di nuovo, li seguo nella loro stanza. Mi scopano piano, a turno, mentre Marco russa. Rientro sudata, il suo sperma che mi cola tra le cosce. Mi sdraio accanto a lui, il cuore ancora a mille. Questo segreto mi uccide e mi fa viva. Domani… chissà. Ma io lo voglio ancora.