Mi chiamo Elisa, ho 38 anni, sposata con Luca da dieci. Lui è il capo del marketing in azienda, io sono la sua assistente perfetta: elegante, professionale, sempre sorridente alle cene di lavoro. L’anello al dito brilla come un trofeo della mia vita impeccabile. Ma dentro… dio, dentro ardo. Adoro il rischio, quel battito cardiaco che ti fa tremare le gambe quando sfidi tutto.
Sabato pomeriggio. Luca invita Matteo, il nostro stagista ventiduenne, a correre con lui. Matteo è un ragazzo atletico, occhi furbi, muscoli tesi sotto la maglietta. Luca lo prende sotto l’ala, lo incoraggia al lavoro, lo invita a casa per ‘farsi perdonare’ le prese in giro. Io li vedo tornare: Luca ansante, appoggiato a un albero, Matteo sudato, vittorioso, maglietta zuppa che gli marca il petto.
La Tensione tra Vita Normale e Desiderio Proibito
‘Sali a farti una doccia, tesoro’, gli dico con un sorriso innocente. ‘Terza porta a sinistra sul pianerottolo’. Lo guardo salire le scale, quel culo sodo nei pantaloncini. Il cuore mi batte forte. Luca è fuori a riprendere fiato. Ho cinque minuti, forse dieci. L’anello mi stringe il dito, ma la figa pulsa.
Entro in bagno piano, senza bussare. La doccia è accesa, porte di vetro trasparenti. Matteo è lì, nudo, l’acqua che gli scorre sul corpo. Sta giocando col getto, lo punta sul cazzo semi-eretto, gemendo piano. Ricordi d’adolescenza, scommetto. Lo vedo irrigidirsi, il glande che spunta viola, i coglioni che si tendono. Mi eccito da morire. ‘Ti diverti da solo?’, sussurro aprendo la porta.
Lui si gira di scatto, rosso in viso. ‘Signora Elisa… io… scusi’. Non lo lascio finire. Entro, chiudo la porta coulissante. L’acqua ci bagna entrambi. ‘Shh, Luca è fuori. Dobbiamo fare in fretta’. Le mie mani sul suo petto bagnato, scendo al cazzo duro come ferro. ‘Cazzo, quanto è grosso’. Lo masturbo piano, sentendo le vene pulsare.
L’Acte Intenso e il Brivido del Ritorno
Lui ansima, ‘Ma suo marito…’. ‘Zitto’. Mi metto in ginocchio, l’acqua che mi sferza la schiena. Prendo il suo cazzo in bocca, lo lecco dal basso, assaporo il sale del sudore misto a sapone. Lo succhio forte, gola profonda, lui mi afferra i capelli. ‘Porca troia, sì…’. Il mio anello luccica contro la sua coscia, contrasto che mi fa impazzire.
Mi alzo, mi giro, mani contro il vetro. ‘Scopami ora, veloce’. Lui non se lo fa ripetere. Mi sposta le mutandine – sì, le porto sotto il vestitino – e spinge. Il cazzo entra di colpo nella figa fradicia. ‘Ahhh!’, gemo mordendomi il labbro. Mi pompa duro, schiaffi di pelli bagnate, l’acqua che amplifica tutto. Sento i suoi coglioni sbattere, il mio clitoride che sfrega. ‘Più forte, cazzo, fammi venire’. Lui ansima, ‘Sto per…’. ‘Dentro, riempimi’. Viene con un grugnito, sperma caldo che mi inonda. Io esplodo subito dopo, gambe che tremano, vista annebbiata.
Due minuti, non di più. ‘Vattene ora’, sussurro. Lui si riveste di fretta, scende. Io mi asciugo, sistemo il trucco, esco col sorriso. Luca rientra: ‘Com’era la doccia?’. ‘Perfetta’, dico, sentendo lo sperma colarmi tra le cosce. Lo bacio, innocente.
Torno alla mia vita: cena con Luca, lavoro lunedì, sorrisi ai colleghi. Matteo mi guarda di sottecchi, complice. Nessuno sa. Ma io sì. Quel segreto mi fa bagnare ogni notte. La doppia vita: moglie perfetta di giorno, troia assetata di rischio di notte. Non smetterò mai.