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La Mia Doppia Vita: La Passione Proibita con l’Interprete a Praga

Dio, non ce la faccio più a tenere tutto dentro. Sono Maria, 38 anni, avvocatessa a Milano, sposata con Paolo da dieci anni. Vita perfetta fuori: casa in ordine, riunioni, figli a scuola. Ma dentro… dentro brucio. L’autunno scorso, viaggio di lavoro a Praga. Hotel centralissimo sull’Old Town, vista Moldava. Avevo bisogno di un interprete per le riunioni ufficiali. Il mio studio mi manda Lukas, 28 anni, ceco alto, biondo, occhi azzurri che ti trapassano.

Arriva alle 19 in lobby. Tailleur grigio scuro, camicia aperta sul collo. Alto quasi 1,90, muscoloso. Mi sento già bagnata. ‘Buonasera, signora’, dice con accento slave che mi fa tremare. Gli propongo cena al ristorante dell’hotel. Accetta. Tavolo con tovaglia bianca, candele accese. Parliamo di usi italiani e cechi, poi… scivola su cose intime. ‘In Italia, le donne amano il french kiss?’, chiede diretto. Arrossisco, il cuore mi martella. Guardo l’anello al dito, quello di matrimonio, e la sua mano forte sul bicchiere. Tokay che scorre, vino dolce.

Il Segreto che Brucia Dentro

Sotto il tavolo, il suo piede nudo sale sul mio polpaccio. Lo lascio fare. Sale, tocca la coscia. Io… io allargo un po’ le gambe. Sento il suo alluce premere contro le mutandine. ‘Shh’, sussurra, occhi negli occhi. Il cameriere passa, sorride. Io vengo lì, piano, zitta, la fica che pulsa. Sperma? No, io squirto un po’ sul suo piede. Lui ritira, lo infila nella scarpa, sorride complice. Fermo il conto, ‘Andiamo in camera mia? Champagne?’. Annuisce.

Nel corridoio, mano sulla mia vita. Entro, chiudo. Lui mi bacia subito, lingua dentro, mani sui seni. Non porto reggiseno sotto la blusa. ‘Sei bellissima, sposata?’, chiede toccando l’anello. ‘Sì, ma stasera no’. Spumante, toast. Vista sul Ponte Carlo illuminato, castello di fronte. Lo spingo contro la vetrata. Gli slaccio i pantaloni, cazzo duro, grosso, venoso. Lo prendo in bocca, succhio il glande, lecca le palle. Geme, ‘Cazzo, Maria…’. Io ingoio tutto, gola profonda.

La Notte di Fuoco e il Ritorno alla Normalità

Mi alzo, mi giro, gonna su, mutandine giù. Fica rasata, bagnata fradicia. ‘Prendimi ora’. Mi penetra da dietro, forte, fino in fondo. Sbatte, pacche sul culo. ‘Ti piace il rischio, eh? Tuo marito sa?’. ‘No, e non lo saprà’. Vengo urlando, lui mi tappi la bocca. Mi gira, mi sbatte sul letto. Gambe aperte, mi lecca la fica, succhia il clitoride. Lingua nel culo, dita dentro. Io squirto in faccia. Poi cavalco, cazzo che mi riempie. ‘Sborra dentro’, dico. Geme, esplode, caldo dentro di me.

Non basta. Lo voglio tutto. A pecorina, lubrifica con saliva. ‘Nel culo, sì’. Spinge, apro, entra piano. Dolore piacere, poi ritmo folle. Mi scopa il culo, mani sui tette, pizzica capezzoli. Vengo di nuovo, ano che stringe. Lui sborra profondo, trema. Ci accasciamo, sudati, vista sulla città.

Al mattino, doccia insieme, ma pro. Colazione giù, lui interpreta perfetto, formale. ‘Grazie, signora’. Stringo Paolo al telefono, ‘Tutto ok, amore’. Rientro a Milano, alliance luccicante, fica ancora gonfia. Ogni riunione mi eccita, penso a Lukas. Pianifico prossimo viaggio. Questo segreto… mi fa viva. Colpevole? Un po’. Ma il brivido… insuperabile.

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