Dio, non so da dove iniziare. Sono Maria, 42 anni, sposata da 15 con un uomo perbene, due figli, casa in ordine, lavoro come professoressa in un liceo rispettabile. Porto l’anello al dito, sempre. Ma dentro… dentro brucio. L’altra sera, la mia amica Laura mi ha chiesto di sostituirla in una classe serale per adulti, quei tipi che hanno mollato la scuola e ora tornano per il diploma. ‘Dai, Maria, è facile, rispondi solo alle domande’, mi ha detto. Ho accettato per i soldi extra e quel senso di fare del bene. Mi sono vestita formale: tailleur grigio antracite, camicetta bianca con un po’ di scollatura, capelli in chignon stretto, occhiali da lettura, trucco leggero. Sembro la prof pura e casto, no? Arrivo in aula, una quindicina di alunni, dai 20 ai 45 anni. Cinque donne, dieci uomini. Le donne studiano da sole, gli uomini… ah, gli uomini vengono uno dopo l’altro al mio banco. Si chinano, fingono domande su grammatica, ma i loro occhi scivolano dritti nel mio décolleté. Sento il reggiseno di pizzo che spunta, i capezzoli che si induriscono sotto i loro sguardi. Il cuore mi batte forte. Penso a mio marito che mi aspetta a casa con la cena pronta. Ma quel calore tra le gambe… non resisto.
Finita la lezione, tutti escono tranne lui. Matteo, 22 anni, capelli castani arruffati, tipo surfista, alto, muscoloso. Mi fissa. ‘Hai domande?’, gli dico, la voce un po’ tremante. ‘No, prof, vado’. Prendo la borsa, usciamo insieme. In ascensore, premo ‘parcheggio’. ‘Stesso piano?’, chiedo. ‘Sì, con lei’. Il suo profumo, un misto di colonia e maschio, mi invade. Lo squadro di nascosto: occhi azzurri, sorriso malizioso. Cuore in gola. Scendiamo, cammino verso la mia Panda. Lo sento dietro. Arrivo alla portiera, mi volto. Lancia lo zaino a terra e mi abbraccia forte. ‘Ehi!’, protesto debolmente, ma le sue labbra sulle mie… morbide, calde. Non ho un uomo da mesi. Mi sciolgo. Mi spinge contro l’auto, mi bacia il collo, le mani ovunque. ‘Sei sicura?’, ansimo, ma il mio corpo dice sì. Sfila i bottoni della camicetta, occhi nei miei. Audace, questo ragazzo. I suoi blue eyes mi trafiggono. Sento il suo cazzo duro contro la pancia. Mi eccita da morire.
La Lezione Serale e il Desiderio che Sale
Apre la camicetta di scatto, infila la faccia tra le tette, annusa forte. Il suo fiato caldo mi fa tremare. ‘Cazzo, prof, che profumo’. Alza la testa, sorride. Libera una tetta, il capezzolo eretto. Lo accarezza piano, poi lo lecca, lo morde. Gemo piano. ‘Shh, non urlare’, sussurra. Le mani sotto la gonna, tira giù le mutandine. Dita sulla fica già bagnata. ‘Sei fradicia’. Entra due dita, trova il mio punto G, pompa veloce. Vengo subito, il succo mi cola sulle cosce. ‘Brava prof’. Mi inginocchio, slaccio i suoi jeans. Cazzo enorme, rasato, dritto. Lecco le palle lisce, poi la cappella gonfia. ‘Succhiamelo, puttana’, ringhia, scompigliandomi i capelli. Lo prendo in gola, su e giù, veloce. Mi masturbo mentre lo ramono. ‘Cazzo, sei una dea’. Sta per venire, mi ferma. Mi gira, mani sull’auto, gonna alzata. Struscia la cappella sulla fica. ‘Prendimi, dai!’, imploro. Mi infila tutto, un colpo secco. Scopa bestiale, va e vieni furioso. ‘Ti piace, prof sposata?’. ‘Sì, cazzo, più forte!’. L’anello brilla mentre stringo il suo cazzo con la fica. Veniamo insieme, la sua sborra calda mi riempie. Si accovaccia, lecca tutto, fica e crema. Urlo di piacere, un altro orgasmo.
‘Papà mi aspetta, ciao prof’. Si riveste, sparisce. Io? Rimetto le tette a posto, mutandine in borsa, gonna giù, salgo in macchina. Gambe molli, fica che pulsa, sborra che cola sul sedile. Guido a casa, sorridendo. Marito dorme, non sospetta. Io? Vivo per questo. Il segreto, il rischio di essere beccata. Domani sarò la moglie perfetta, ma stasera… sono viva. Voglio di più. Chissà se Matteo torna in classe.