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Confessione: La Mia Doppia Vita da Moglie Perfetta e Amante Insaziabile

Mi chiamo Sofia, ho 36 anni, avvocata a Milano. Sposata con Marco da dieci anni, due figli, casa perfetta in centro. Di giorno, sono la donna rispettabile: tailleur impeccabile, riunioni, sorrisi ai clienti. L’anello al dito brilla sotto le luci dell’ufficio. Ma dentro, bollo. È un mese che non vedo Luca, il mio amante. Collega, occhi neri, mani forti. Stanotte, Marco è via per lavoro, bimbi dalla nonna. Luca viene qui, a casa nostra. Il rischio mi fa tremare. Cuore che martella. ‘E se chiama Marco? E se i vicini sentono?’ Ma la fica pulsa già.

Entro in camera, chiudo la porta. Mi guardo allo specchio. Tolgo il tailleur, la camicia. Reggiseno semplice, mutande bianche da moglie. No, non va. Li butto sul letto. Nuda, i miei seni sodi, 95C, capezzoli duri dall’eccitazione. Mi tocco, lisci, depilata con cura. Apro il cassetto segreto: perizoma viola in pizzo, reggiseno rosa trasparente. Li indosso. Fianchi larghi, culo sodo. Aggiungo autoreggenti nere, la pelle bianca in mezzo che urla sesso. Mi giro, mani sui fianchi. ‘Cazzo, Luca impazzirà.’ Ma l’anello… lo guardo, colpevole. Eppure, mi infilo una mano nel perizoma. Labbra umide, clitoride gonfio. ‘Solo un po’…’

La Tensione del Mio Segreto Quotidiano

Mi siedo sul letto, gambe aperte verso lo specchio. Dita che sfregano la fica bagnata. ‘Ah… Luca, il tuo cazzo…’ Gemo piano. Infilo un dito, poi due. Succhio l’altro, immagino il suo uccello. Il ventre si contrae, tette che ballano. Sto per venire, ma… il citofono. È lui. Presto, asciugo le mani tremanti, copro con vestaglia. ‘Chi è?’ ‘Luca, apri, troia.’ Sorriso colpevole, lo faccio salire.

L’Incontro Esplosivo e il Piacere del Ritorno

Porta aperta, mi butta dentro. Baci violenti, lingua in bocca. ‘Mi sei mancata, Sofia.’ Mani ovunque, strappa la vestaglia. ‘Cazzo, che lingerie… per me?’ Annuisco, rossa. Mi spinge sul letto, lecca i capezzoli. Mordicchia, succhia forte. ‘Questi tette… mie.’ Io: ‘Sì, scopami, presto, prima che torni la normalità.’ Gli tiro giù i pantaloni, cazzo duro, grosso. Lo prendo in bocca, lecco la cappella, ingoio profondo. Geme: ‘Brava puttana.’ Mi sdraio, gambe spalancate. Entra di colpo nella fica fradicia. ‘Stretta… cazzo.’ Pompa forte, letto che sbatte. Io graffio la schiena: ‘Più forte, riempimi!’ Cambiamo, a pecorina. Mi scopa il culo con un dito, mentre il cazzo mi sfonda. ‘Vuoi l’anale?’ ‘Sì, ma veloce.’ Si bagna con la mia eccitazione, spinge piano nel buco stretto. Dolore e piacere. ‘Ahhh… sto venendo!’ Io esplodo prima, squirto sul lenzuolo. Lui dentro, sborra caldo nel culo. Tremiamo, sudati.

Ansimiamo. ‘Devi andare.’ Lo spingo via, doccia veloce. Lava via il suo odore, ma non il sorriso. Rimetto il pigiama da brava moglie, rifaccio il letto. Telefono: Marco, ‘Tutto ok?’ ‘Sì, amore, ti aspetto.’ Riattacco, tocco l’anello. Segreto al sicuro. Corpo ancora fremente, fica sensibile. Domani ufficio, sorrisi falsi. Ma so: la doppia vita mi eccita da morire. Prossima volta, rischio di più. Il brivido… non smette mai.

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