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La Mia Confessione: La Piscina dei Vicini e la Mia Doppio Vita

Dio, non so da dove iniziare. Mi chiamo Nicoletta, ho 28 anni, sposata con Michele da quattro. Di fuori, sono la tipica moglie perfetta: lavoro come giornalista free lance da casa, qui in questa casa isolata in campagna vicino a Roma. Cucino, sistemo il giardino, sorrido ai vicini. Ma dentro… dentro brucio. Tutto è iniziato due anni fa, quando abbiamo comprato questa proprietà. Un ettaro di terra, giardino e bosco. Solo un’altra casa confina con la nostra, separata da una siepe con un cancelletto. I vicini, Carlo e Ginevra, sui 40, coppia aperta, nudisti. L’agente ce l’aveva detto, ma non ci credevamo fino in fondo.

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All’inizio era curiosità. Li vedevo dalla finestra del mio studio al piano di sopra: Ginevra che annaffiava le piante in topless, i seni perfetti che dondolavano liberi. Carlo, alto, magro, bronzato, che usciva dalla piscina con l’uccello che penzolava morbido tra le gambe rasate. Il cuore mi batteva forte. Michele era via per lavoro spesso. Io, con l’anello al dito che luccicava, mi toccavo pensando a loro. “Non dirò niente”, mi ripetevo. Ma l’adrenalina del proibito mi bagnava.

Il Segreto che Mi Consumava Dentro

Un pomeriggio, Ginevra mi invita alla piscina. “Vieni, Nicoletta, fa caldo”. Esito. “Ok, ma solo un bagno”. Vado da lei in costume, ma lei è nuda, depilata, perfetta. “Toglilo, siamo tra donne”. Arrossisco, ma lo faccio. Mi spoglio lì, sul patio. Il sole sulla pelle nuda, i capezzoli duri per l’aria. Entro in acqua, rido nervosa. Parliamo, ma i miei occhi scivolano sul suo corpo. Poi lei esce per una chiamata. Io mi sdraio al sole, nuda, esposta. Sento Carlo arrivare. “Ciao, Nicoletta. Bel pomeriggio per un bagno”. Si spoglia davanti a me. Il suo cazzo lungo, circonciso, si dondola. Lo fisso, colpevole. Lui sorride, entra in acqua.

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità

Ginevra rientra, ma dice: “Devo fare una commissione veloce, Carlo ti fa compagnia”. Sparisce. Siamo soli. Il mio cuore martella. “Non dovrei…” mormoro. Lui si avvicina: “Ma lo vuoi, vero? L’ho visto nei tuoi occhi”. Mi tocca la gamba sott’acqua. L’anello al mio dito sfiora la sua mano ruvida. “Mio marito…” balbetto, ma le mie cosce si aprono. Mi bacia il collo, la lingua calda. “Shh, è il nostro segreto”. Mi solleva sul bordo piscina, le gambe aperte. Il suo cazzo duro preme contro la mia fica bagnata. “Sei fradicia”, ringhia. Entra di colpo, profondo. Grido piano, le unghie nella sua schiena. Scopa forte, ritmico, l’acqua schizza. “Cazzo, sei stretta”, ansima. Io: “Più veloce, prima che torni”. Sento l’orgasmo montare, il rischio mi fa impazzire. Viene dentro di me con un gemito, caldo, pieno. Io esplodo, tremando.

Ci rivestiamo in fretta. “Non dirlo a nessuno”, sussurro, l’anello che brilla mentre gli sistemo la camicia. Corro a casa, le cosce appiccicose del suo sperma. Doccia veloce, preparo la cena. Michele rientra: “Com’è andata la giornata?”. Sorriso innocente: “Bene, ho lavorato”. Lo bacio, sentendo il segreto pulsare dentro. Ogni volta che vedo Carlo dalla finestra, mi bagno di nuovo. La doppia vita mi eccita da morire: rispettabile di giorno, puttana segreta di pomeriggio. Il brivido di farmi beccare… Dio, non smetterò mai.

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