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La Mia Doppia Vita: La Cena Calda con i Due Cugini Antillani

Mi chiamo Sofia, ho 32 anni, pelle chiara come il latte, capelli rossi e occhi verdi che incantano. Alta, sportiva, con un culo rotondo e tette generose che fanno impazzire mio marito Marco. Sposati da dieci anni, un figlio piccolo, vita perfetta: io avvocato in uno studio prestigioso, lui manager elegante. Ma sotto sotto, la routine ci sta uccidendo. Amo sedurre, l’adrenalina del proibito mi fa bagnare. Marco sa che piaccio, ma non sa fino a che punto.

Avevamo conosciuto Jérôme e Alain a una festa. Antillesi, alti, spalle larghe, corpi da atleti. Jérôme balla il zouk come un dio, Alain ha un sorriso che ti scioglie. Ci siamo rivisti, flirt innocente. Il 19 marzo li invito a cena a casa. ‘Porta tuo cugino’, dice Jérôme. Accetto, eccitata.

La Serata che Cambia Tutto

Arrivano alle 19 con fiori per me e vino per Marco. Io indosso una gonna a portafoglio con spilla laterale, corta, e un top dos nu legato al collo e in vita. Niente mutande, già fradicia pensando ai loro sguardi. Aperitivo in salotto. Mi chino a servire, il top si apre, vedo i loro occhi su di me. Il cuore mi batte forte. Mi siedo sull’accoudoir vicino a Marco, gamba accavallata, gonna che si apre mostrando il tatuaggio di un iris sulla coscia sinistra. Arrossisco, ma godo.

Parliamo di tatuaggi. ‘Bella pelle’, dice Jérôme sfiorandomi la coscia. Trasalgo, ma non mi sposto. Marco riceve una chiamata finta: ‘Devo andare al lavoro, urgenza. Mi dispiace ragazzi’. Lo bacio, incerta. ‘Tranquillo amore, mi occupo io di loro’. Mi siedo tra Jérôme e Alain sul divano. La porta si chiude. Il mio anello nuziale luccica mentre stringo il bicchiere. Cuore in gola, rischio di tutto.

La chiacchiera vira sul piccante. ‘Che lingerie porti?’, ride Alain. Incrocio e decrocio le gambe, gonna su fino al tatuaggio. Jérôme mi accarezza la schiena. ‘Morbida da morire’. Mi piego per champagne, la sua mano scivola sul fianco. Mi volto verso Alain, gli sbottono la camicia: ‘Vediamo il tuo tatuaggio’. Tribal sul petto. Lo sfioro, mi avvicino, bacio il capezzolo. ‘Posso?’, sussurro. Annuisce. Tiro giù la zip, estraggo il cazzo enorme, nero, venoso. Lo accarezzo piano, pollice sul glande. Si indurisce, grosso come un braccio.

Il Fuoco Esplode Senza Freni

‘Posso prenderlo in bocca?’, chiedo con voce tremante. ‘Sì, cazzo sì’, geme lui. Lecco la cappella, sapore salato, poi ingoio piano. Su e giù, gola piena, bave che colano. Jérôme dietro: slaccia il top, tette libere, grandi, capezzoli duri. Mi massaggia, pizzica. Mi alzo in ginocchio, culo all’aria. Lui cala i pantaloni, cazzo duro contro le chiappe. ‘Sei fradicia’, dice infilando dita nella figa. Geme: entra piano, mi riempie tutta. ‘Ahhh, sì! Scopami forte’. Pompa, pacche sul culo, io succhio Alain con foga.

Cambiano. Alain mi sbatte da dietro, cazzo che spacca, figa che schizza. Jérôme in bocca, lo lecco le palle. Mi fanno girare: cavalco Jérôme, tette che rimbalzano, lui le morde. Alain dietro, lubrifica il culo con saliva e succhi. ‘Rilassati’, dice spingendo il dito. Poi la cappella anale: brucia, ma eccita. ‘Cazzo, entro!’, grugnisce. Doppia penetrazione: piena da morire, figa e culo sfondati. Urlo: ‘Più forte, non fermatevi!’. Sudore, odore di sesso, pacche, gemiti. Vengo urlando, loro si svuotano dentro, sborra calda che cola.

Alain mi incula ancora, violento, io supplico: ‘Sborrami dentro!’. Esplode. Jerome mi fa cavalcare di nuovo, finale in figa. Tre orgasmi miei, esausta.

Puliamo veloce, io mi rivesto tremante, figa dolorante, sborra che sgocciola. Rido nervosa: ‘Marco sta tornando’. Baci, promesse segrete. Marco rientra: ‘Tutto ok?’. ‘Sì amore, cena perfetta’. Lo bacio, gusto di sperma in bocca. Dentro, eccitazione pura: rispettabile fuori, troia dentro. Il segreto mi fa venire anche dopo, sotto le coperte con Marco. Domani lavoro, ma rivivo tutto. Adrenalina eterna.

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