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La Mia Doppia Vita: Moglie Perfetta e Amante Insaziabile

Dio, il cuore mi batte forte solo a pensarci. Io, Giulietta, la moglie del notaio Enrico, madre di due bimbi perfetti, vivo in un palazzo borghese a Milano. Di giorno sono la signora impeccabile: tailleur grigio, capelli raccolti, sorriso educato. Porto i figli a scuola, faccio la spesa, organizzo cene. Enrico? Lavoratore instancabile, ma da anni… niente. Accordi taciti: lui i suoi vizi, io i miei bisogni. Ma nessuno lo sa.

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L’altro ieri, ennesima lettera anonima nella cassetta sbagliata, quella dello studio in mansarda dove vive Giovanni, il mio giovane inquilino studente. Ex amante geloso, un porco che mi ha fottuta per mesi. ‘Tua moglie è una troia’, scrive al mio Enrico. Foto del mio culo con il suo cazzo dentro, il neo sulla natica sinistra. Panico? No, eccitazione. Lo leggo di nascosto, il cuore in gola. Giovanni le trova, mi segue all’Hotel della Stazione. Entro nervosa, valigia con lingerie, trucco. ‘Signora Verona?’, chiedo al portiere complice. Camera 39, terzo piano. Suono del telefono: l’amante ritarda. Bussano. Apro: è lui, Giovanni, con le lettere in mano. Occhi sgranati. ‘Giulietta… che ci fai qui?’

Il Segreto che Mi Divora

‘Tu piuttosto, come mi hai trovata?’ balbetto, ma dentro ribollo. Lui arrossisce, spiega l’errore postale. Lo tiro dentro, chiudo la porta. ‘Le hai lette tutte? Viste le foto?’ Annuisce, impacciato. Io? Mi sento viva. ‘Siediti’, dico, sedendomi sul letto. Squilla di nuovo: ‘Un’ora, ok’. Riattacco. ‘Ora dimmi, che opinione hai di me?’ Lui farfuglia: ‘Non giudico… sei… diversa’. Rido nervosa. Il mio matrimonio brilla al dito, ma lo guardo: alto, atletico. ‘Diversa come?’ Mi alzo, tiro giù la zip del vestito. Nuda. Seni rifatti sodi, pancia piatta. ‘Ti piaccio?’ Prendo la sua mano, la poso sul mio seno. ‘Toccami’. Lui esita, accarezza. Il capezzolo si indurisce. ‘Giulietta, non devi…’ ‘Voglio’. Gli slaccio la camicia, la cintura. Pantaloni giù: cazzo lungo, duro, dritto. ‘Bellissimo’, gemo, inginocchiandomi. Lo prendo in bocca, lingua sul glande, succhio piano. Sputo che cola, lo lecco fino alle palle. ‘Cazzo, sì…’, ansima lui. Spingo più a fondo, gola piena. Dito nel suo culo: si contrae, geme. ‘Vengo…’. No, glielo tengo tutto, ingoio la sborra calda, densa. Glup, slurp. Pulisco con la lingua.

Mi stendo, gambe aperte. ‘Leccami’. Lui si tuffa: lingua nella fica bagnata, succhia il clitoride, tre dita dentro. Gemo forte, mi torco i capezzoli. ‘Scopami, dai!’. Mi solleva le cosce, entra di colpo. ‘Urca, che figa stretta!’. Pompa veloce, io lo graffio. ‘Più forte, fottimi!’. Mi ribalto sopra, cavalco: tette che rimbalzano, mi strofino il clito. Lui mi sbatte i fianchi. Orgasmo mi spacca: urlo, trepido. Lui mi riempie di sborra, calda che cola. Ansimiamo. ‘Devi andare, arriva l’altro’. Lo spingo via, doccia rapida. Ritorno a casa: prendo i figli da scuola, cena con Enrico. Sorriso perfetto. Dentro? Brucio. Segreto intatto, doppio gioco. Domani? Chissà, forse Giovanni di nuovo. O Enrico lo sa? Il brivido… mi bagna già.

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