Mi chiamo Sofia, ho 42 anni, professoressa di letteratura in un liceo di Roma. Sposata con Tommaso, imprenditore di successo, vita perfetta fuori. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ogni giovedì mattina ho mezza giornata libera, il preside chiude un occhio in cambio di straordinari. Vado al centro commerciale Euroma 2, mattine deserte, commesse disponibili. Non compro sempre, è il desiderio che mi eccita. Mio marito potrebbe comprarmi il mondo, ma io voglio indipendenza, anche se col mio stipendio da prof non tocco il lusso. Basta l’invidia.
Questa mattina, ho ceduto al film del momento, quel porno soft da ‘Cinquanta Sfumature’. Non l’ho letto, odio l’hype, ma per non sembrare bigotta con colleghe e amiche, sessione delle 10. Non un capolavoro, ma alcune scene… mh, intriganti. Esco accaldata, buffet in pizzeria. Torno, tavolo vicino occupato da un tipo giovane, giacca e cravatta, burocrate in fuga dall’ufficio.
Il Segreto che Mi Divorava Dentro
“Sembra ottimo, il buffet migliore,” dice educato. Rispondo secca: “Sì, e non unge.” Lui insiste: “La tua silhouette lo dimostra.” Dragueur. Lo fulmino, ma lo guardo andar via. Fianchi larghi, culo nascosto dal pantalone. Smettila, Sofia, mi dico. Cuore già accelera. Silenzio breve, poi: “Ti ho vista al cinema, ‘Sfumature’? Ti è piaciuto?” Penso: bastardo, pensi sia in calore. Nego, taglio corto.
Settimana dopo, festa in azienda di Tommaso. Il pensionato va via, incontro il sostituto: Paolo. Il dragueur. Occhi si incrociano, lui sorride complice. Tommaso ride: “Paolo è un donnaiolo, racconta le sue al centro commerciale.” Paolo esita, io lo provoco: “Avanti, dimmi.” Parla di donne sole post-film, facili prede. Mi sento sporca, presa per una di loro. Eppure, quel giovedì lo rivedo con una tipa. Li spio, scendo nel parcheggio sotterraneo, zone deserte. Si baciano, lei gliela tira fuori, lo succhia. Lui la mangia, la incula contro l’auto. Gambe tremanti, fuggo. Eccitata? Sì, cazzo.
La tensione sale. Tommaso vuole divorziare per la sua amante. Io no, cattolica, fede come scudo. Ma Paolo… ci incontriamo ‘per caso’ ogni giovedì. Chiacchiere, flirt. Mi confido, lui mi consola. “Vorrei abbracciarti,” dice, mano sulla mia. Alianza al dito, sua mano calda. Cuore impazzito. “Promettimi, se sei sola chiamami.”
L’Esplosione di Piacere Proibito
Succede. Tommaso weekend con l’amante. Chiamo Paolo. Villa Borghese, mano nella mano. Pranzo, gambe che si sfiorano. Casa sua. ‘Sì.’ Scale inferno, corpo in fiamme. Porta sbatte, baci voraci. Nudi, caresse. Bocca sui seni, poi sulla fica bagnata. Gemo: “Sì, lì… lecca il clito!” Lo guido. “Prendimi, cazzo, entra!”
Sexy in mano, lo fermo: “Preservativo.” “No, fidati, solo te.” Entra piano, piega la figa. “Oh merda, così grosso!” Spingo i fianchi, lo inculo dentro. Vado, vengo, urlo. Lui pompa, cambia posizione, levrette. “Inculami! Mai a Tommaso.” Saliva, dito, poi cazzo nel culo. “Forza, scopami il culo!” Stringo, vengo anale. Lui spara dentro, sperma caldo. Poi fellatio, ingoio. Champagne, bandeau: immagino nero, succhio ‘Cornelius’. Gioco folle, orgasmi multipli.
Torno a casa, Tommaso furioso, video chantaggio. Accetto divorzio. Ma dentro, trionfo. Segreto custodito? No, doppia vita eccitante. Rispettabile prof di giorno, troia di giovedì. Alianza luccica, fica gocciola pensando a Paolo. Il brivido del rischio… non smette mai. Prossimo giovedì, parking? Cuore batte già.