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La Mia Doppia Vita: Moglie Perbene e Puttana del Notte a Milano

Mi chiamo Elena, ho 32 anni, sposata da otto con Marco, un ingegnere tranquillo. Di giorno sono avvocata in uno studio prestigioso a Milano, tailleur impeccabile, alliance al dito che brilla sotto le luci al neon. La gente mi vede come la donna perfetta: madre di una bimba di 5 anni, volontaria in parrocchia, sempre sorridente. Ma ho un segreto. Per pagarmi qualche sfizio e soprattutto per l’adrenalina, la sera faccio pulizie in una piccola azienda qui vicino. È iniziato come lavoretto estivo, ma ora è la mia valvola di sfogo.

Lì c’è Geraldina, la mia collega, una tipa esuberante, grande bocca, ride forte e parla di cazzi come se niente fosse. Io sono l’opposto: discreta, timida in pubblico. Ma dentro, bollisco. È da mesi che non scopo con Marco, routine, stanchezza. Vedo Geraldina che si fa i manager sposati, li porta in copisteria e li succhia come niente. Io fingo di non vedere, ma mi eccita. Il cuore mi batte forte quando passo e sento i gemiti.

La Tentazione che Cresce nel Buio

Poi c’è Paolo, un quadro timido, sui 40, bello, con occhi che ti trapassano. Geraldina dice che è vergine, ma io lo vedo arrossire quando mi parla. Ha fatto studi simili ai miei, parliamo la sera mentre pulisco il suo ufficio. L’alliance al mio dito sfiora la sua mano per sbaglio, e sento la scintilla. ‘Non dovrei’, penso, ma mi masturbo a casa pensando a lui che mi sbatte sul tavolo. La tensione sale: di giorno sorrido a Marco, di notte sogno Paolo che mi strappa i vestiti.

Una sera, l’ufficio è quasi vuoto. Geraldina è sparita col custode. Io entro da Paolo con la camicia da lavoro sbottonata quel tanto che basta. Nuda sotto, cuore in gola. ‘Posso pulire il tuo tavolo?’. Mi piego, gli mostro le tette libere. Lui impallidisce, poi le afferra. ‘Cazzo, Elena, sei una troia’. Mi gira, mi sbatte sul bureau, i fogli volano. Il suo cazzo è duro, grosso, mi riempie la fica in un colpo. ‘Ti piace, eh? Moglie perbene che vuole essere scopata’. Geme, mi pompa forte, le palle che sbattono. Io ansimo: ‘Sì, scopami, più forte’.

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Realtà

Mi volta, mi lecca il culo, infila un dito. ‘No… sì, fai’. Il suo cazzo preme sull’ano, scivola dentro piano. Brucia, ma è un fuoco buono. Mi sento piena, dilatata, lui accelera: ‘Ti enculo come una puttana’. Mi masturbo la fica, vengo urlando piano, lui mi inonda il culo di sborra calda. Succhio il suo cazzo sporco, gusto di me e di lui. Rumore nel corridoio: panico! Mi rivesto di fretta, lui ride nervoso.

Geraldina entra: ‘Amanti, eh?’. Paolo balbetta, io arrossisco. Finisco di pulire con le cosce appiccicose, la sborra che cola. Torno a casa, bacio Marco addormentato, mi lavo piano sotto la doccia, sentendo il brivido. Domani sarò di nuovo la moglie perfetta, ma dentro ardo. Questo segreto mi fa viva: il contrasto tra l’alliance e la sua mano ruvida sul mio culo, il rischio di essere beccata. Voglio di più. Paolo mi ha rovinata, in senso buono. La doppia vita? È il mio orgasmo più grande.

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