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La Mia Doppia Vita: La Scopata Clandestina nel Vicolo Oscuro

Sono Maria, avvocatessa di 38 anni, sposata da 12 con Luca, un uomo perbene. Di giorno, tailleur impeccabile, riunioni in studio, stretta di mano ferma. L’anello al dito brilla sotto le luci al neon dell’ufficio. Tutti mi vedono come la donna perfetta: moglie devota, madre attenta, professionista seria. Ma dentro… dio, dentro ribolle. Ho una doppia vita. L’amante si chiama Marco, il mio collega da due anni. Alto, occhi neri, mani ruvide che mi fanno impazzire. Ci scriviamo di nascosto, sms che mi bagnano le mutande durante le pause caffè.

Oggi è stato uno di quei giorni. ‘Devo fare tardi in studio, amore, un cliente urgente’, ho mentito a Luca stamattina, baciandolo sulla guancia. Cuore che martella già mentre uscivo di casa. Ho parcheggiato lontana, a due isolati, per non rischiare. Marco mi aspettava in quella via stretta dietro il porto, dove i turisti non vanno più a fine stagione. L’aria salmastra, i gabbiani che stridono, il rumore dei pennoni che sbattono. ‘Sei bellissima’, mi sussurra arrivando, la voce bassa. Io arrossisco, ma sotto l’abito il corpo freme. ‘Dobbiamo fare in fretta, lui mi aspetta’. L’alliance al dito mi pesa, ma eccita di più. La sua mano scivola sul mio culo, mi spinge contro il muro di pietra ruvida. Sento l’urgenza, il rischio di qualcuno che passa.

Il Segreto che Mi Divora

Non perdiamo tempo. Mi solleva la gonna fino ai fianchi, le mie cosce nude tremano. Non porto slip, per lui. ‘Cazzo, Maria, sei fradicia’, ringhia, infilando due dita nella mia fica gonfia. Geme piano, io mordo il labbro per non urlare. Il cuore mi esplode nel petto, sudo freddo pensando a Luca che prepara la cena. Mi gira, mi piega in avanti, le mani sul muro. Sento la zip aprirsi, il suo cazzo duro che preme contro le mie labbra bagnate. ‘Prendilo tutto’, ordina, e spinge dentro con un colpo secco. Ahhh… mi riempie, grosso, venoso, fino in fondo. Inizio a muovermi, il culo che sbatte contro di lui, ritmica furiosa. ‘Più forte, scopami come una troia’, ansimo, la voce rotta. Lui afferra i miei fianchi, pompa veloce, le palle che sbattono sulla mia pelle. Sento la fica stringersi, il clitoride che pulsa. Mi tocca davanti, strofina duro. ‘Vieni, puttana mia’, mi dice all’orecchio. Esplodo, le gambe cedono, godo con spasmi violenti, la bocca aperta in un urlo soffocato. Lui non si ferma, mi martella ancora, poi grugnisce: ‘Ti riempio’. Sento il calore, lo sperma caldo che schizza dentro di me, profondo. Mi svuota, tremando.

Ci ricompongo in fretta. Mi asciuga la fica con un fazzoletto, un bacio rapido. ‘A domani’, sussurra, sparendo nel buio. Io cammino verso l’auto, le cosce appiccicose di sborra, l’anello che luccica innocente. Rientro a casa, Luca mi sorride: ‘Com’è andata?’. ‘Bene, stanca morta’. Mi siedo a tavola, sento il liquido colarmi piano dalle mutande. Sorrido, colpevole ma viva. Il segreto mi brucia dentro, mi fa eccitare di nuovo. Domani lo rifarò. Questa doppia vita… non la mollo per niente.

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