Confessione: La Mia Doppelgänger Vita con il Cliente dell’Assicurazione

Oggi avevo un appuntamento con il signor G. per rinegoziare la sua polizza auto. Sono arrivata in anticipo, come sempre. Non sopporto i ritardi. Lui è puntuale, un po’ in anticipo pure lui. Lo faccio accomodare nell’area attesa, perché sono al telefono. Il cuore mi batte già forte. Sono sposata, due figli, vita perfetta. Ma sotto questa gonna rossa lunga, con il leggero scollo, non indosso niente. Niente reggiseno, niente mutande. Solo pelle.

Entro nel mio ufficio, lo faccio sedere. ‘Buongiorno signor G., mi scusi per l’attesa.’ Ha circa 40 anni, atletico, occhi che mi scrutano. Parliamo di tariffe, sconti per la sua macchina sportiva. Mi alzo per prendere documenti, stampare. Sento i suoi occhi su di me. La gonna si apre un po’ sulle gambe. Lui distoglie lo sguardo, ma arrossisce. Io… sorrido dentro. Il mio capo mi chiama: ‘Signora C., un secondo?’ Esco, lui mi fissa il culo. Rientro, continuo. ‘È tanto che non passa, signor G.’ Lo guardo negli occhi, come sempre. Ma oggi è diverso. L’anello al dito luccica, ma la mia fica è già umida.

L’Incontro in Ufficio e la Tensione che Sale

Finisco la proposta. ‘Ci pensi.’ Lui balbetta: ‘Sa… potrei offrirle un caffè?’ Silenzio. Il cuore mi esplode. ‘Cinque minuti, e vengo con lei.’ Dio, che rischio. Chiamo mio marito dopo: ‘Riunione extra, torno tardi.’ Bugia facile.

Usciamo, saliamo sulla sua macchina. Sceglie ‘Al Bureau’, un bar tranquillo. Durante il tragitto, la gonna si apre, le mie cosce nude. Lui guarda. Arriviamo, ci sediamo in un angolo, banchetto. Passiamo al tu. Ridiamo, flirt. La mia scollatura lascia intravedere i capezzoli duri sotto la stoffa. ‘Non farti problemi a guardare!’ Rido, ma arrossisco. La sua mano sulla mia coscia. Calda. Io poso la mia sulla sua. Silenzio elettrico. L’anello tocca la sua pelle. Peccato puro.

Usciamo mano nella mano. È tardi. Passeggiamo nelle viuzze. Ci fermiamo. Lo tiro a me. Labbra che si incollano. Lingue che danzano. Bacio eterno. Il suo corpo contro il mio, cazzo duro che preme. Inizia a piovere. Corriamo in macchina. Come magneti. Mano sulla sua gamba, lui sulla mia. Risalgo la gonna. Pelle d’oca. ‘Sei bagnata…’ Sì, lo sono.

La Passione Esplosiva in Macchina e il Ritorno alla Realtà

Mi bacia il collo, scende sul seno. Sposto la scollatura, offro i capezzoli. Li lecca, succhia. Tremino. ‘Mmm…’ La mia mano sul suo pacco, duro come ferro. Slaccio i pantaloni, libero il cazzo. Lungo, venoso. Lo accarezzo dal glande alla base, sui coglioni. Lui infila dita nella mia fica rasata, calda, fradicia di umori. ‘Cazzo, sei depilata…’ Sì, per momenti come questo.

‘Immaginami dentro di te.’ Le sue dita entrano, piano. Io stringo il suo cazzo forte. Geme. Ci baciamo, dita che pompano. Io guido le sue: due dita dentro, sul clitoride. ‘Non fermarti, fammi venire!’ Vado veloce, godo. Il corpo si contrae, squirto sul sedile. Orgasmo violento, urlo soffocato. Aggiungo un dito mio, esplodo.

Lo bacio. ‘Ora tocca a te.’ Mano sotto i coglioni, saliva sul glande. Lo lubrifico tutto. ‘Lascati andare.’ Lo prendo in bocca. Lingua lungo l’asta, succhio il glande. Geme forte. Succhio piano, poi veloce. Sborra calda in bocca, una, due, tre getti. Lo ingoio tutto. Tremiamo abbracciati.

Devo tornare. Silenzio in macchina. ‘Grazie per il caffè.’ Scendo, cammino via. Il telefono squilla. ‘Scusa, ero… troppo bene tra le tue braccia. Come una ragazzina.’ ‘Giovedì 17:30, passa.’ ‘Ok. Baci.’ Riattacco, sorrido. Torno a casa, cena con famiglia. L’anello pulito, ma la bocca sa ancora di lui. Il segreto mi fa bagnare di nuovo. Non vedo l’ora del prossimo rischio.

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