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La Mia Doppia Vita con il Vecchio del Borgo

Mi chiamo Anna, ho 42 anni, sposata da vent’anni con Marco, un uomo buono, padre esemplare. Di giorno sono l’avvocatessa impeccabile, con tailleur elegante, tacchi alti, capelli raccolti. Al lavoro dirigo un team, sorrido ai clienti, organizzo cene benefiche al circolo. E lui? Il signor Rossi, 72 anni, il vecchio signore del borgo. Lo vedi sempre lì, sotto i platani della piazza, canna in mano, camicia stirata, cravatta annodata alla perfezione. Parla di politica con voce tremula, critica i giovani, si lamenta del mondo moderno. Tutti lo rispettano, eroe del passato, vedovo irreprensibile.

Ma io so la verità. Ehm… beh, è iniziato sei mesi fa. Una chiacchierata casuale al bar, occhi che si incrociano un po’ troppo. Il cuore mi batte forte quando lo vedo in pubblico, fingo di salutarlo educatamente, mano che stringe la sua, calda, callosa. Sento l’alliance al dito sfregare contro la sua pelle, e già mi bagno. Marco cena con i figli, io dico ‘vado a fare due passi’. Esco di casa con il cuore in gola, sudata sotto il golfino. Il telefono vibra: ‘Dietro la chiesetta, ora’. L’adrenalina mi fa tremare le gambe. E se qualcuno mi vede? E se Marco chiama? Ma dio, quel brivido… mi fa pulsare la fica.

La Routine e il Desiderio Nascosto

Corro lì, buio tra gli ulivi, lui mi aspetta appoggiato al muro, pants già slacciati. ‘Anna mia, vieni qui’, sussurra con quella voce rauca. Lo spingo contro il muro, gli infilo la mano nei pantaloni. Il suo cazzo è duro come pietra, grosso, venoso, nonostante l’età. ‘Sei una troia, lo sai?’, mi dice ridendo piano, afferrandomi i capelli. Io annuisco, eccitata da morire. ‘Scopami forte, prima che torni a casa’. Mi tira su la gonna, strappa le mutande, le ficca in tasca. Sento l’aria fresca sulla fica rasata, bagnata fradicia. Mi gira, mi piega in avanti, mani sul muro ruvido. Il suo cazzo spinge dentro di me di colpo, senza preavviso. Ah! Urlo piano, lui mi tappa la bocca. ‘Zitta, puttana, o ci beccano’. Pompa veloce, brutale, le sue pance che sbattono contro il mio culo. Sento le palle pelose sbattere sul mio clitoride, ogni colpo mi spacca in due. ‘Ti piace, eh? La rispettabile Anna che si fa inculare dal vecchio del paese’. Sì, sì, gli dico ansimando, spingendo indietro. Mi infila due dita nel culo mentre mi scopa la fica, gira, allarga. Il cuore mi esplode nel petto, sudo, gemo. ‘Sto venendo, riempimi!’, lo imploro. Lui grugnisce, accelera, mi sbatte come una bambola. Sento il suo cazzo gonfiarsi, poi schizzi caldi, densi, che mi inondano dentro. Vengo anch’io, convulsioni, succhio ogni goccia con la fica.

Cinque minuti, non di più. Si ritira, sperma che cola giù per le cosce. Mi pulisco con un fazzoletto, rapido. ‘A domani, troietta’, mi bacia sulla bocca, sapore di tabacco. Io sistemo la gonna, l’alliance luccica al chiaro di luna, contrasto con il suo sperma che mi bagna ancora. Torno a casa di corsa, viso arrossato ‘fa caldo stasera’. Marco mi abbraccia, ‘tutto bene amore?’. Sorrido, annuisco, dentro di me rido. Sì, tutto bene. Il segreto è mio, quel fuoco proibito mi fa sentire viva. Domani lo rivedrò in piazza, innocente, e la fica mi pulserà di nuovo. Dio, non smetterò mai.

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