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La Mia Doppia Vita: Il Segreto Bruciante con il Ragazzo della Villa Vicina

Dio, non ce la faccio più a tenere tutto dentro. Mi chiamo Elena, ho 38 anni, avvocatessa a Milano, sposata con Marco da dieci anni, vita perfetta fuori. Casa in ordine, figli a scuola, riunioni in studio. Ma qui in vacanza, in questa villa sul mare in Liguria, ho iniziato questa follia. La villa accanto è affittata da una famiglia con un ragazzo, Luca, ventidue anni, occhi maliziati, corpo atletico. L’ho notato il primo giorno in spiaggia. Il mio bikini classico, lui che mi guarda troppo. Marco chiacchiera con i vicini, ignaro. Io sento il cuore accelerare.

“Elena, vieni a fare il bagno?”, mi dice Marco. Sorriso finto, annuisco. Ma Luca è lì, sorride complice. Ieri, mentre Marco dormiva il pisolino, sono scivolata fuori. “B3”, mi ha sussurrato lui ridendo, come un codice nostro. Bad Boy something, un gioco stupido ma eccitante. Mi ha baciata dietro le dune, mani sotto la gonna. “Togliti le mutande”, ha ordinato. Tremavo, l’anello nuziale che luccica al dito, la sua mano ruvida sulla pelle. Le ho sfilate, umide già, e gliele ho date. “Ora cammina così, troia mia.” Cuore in gola, eccitazione pura. Abbiamo passeggiato in paese, io con la fica all’aria sotto la gonna corta, vento che accarezza, rischio che uno spiffero riveli tutto. “Ti piace, eh?”, mi ha chiesto. “Sì… ma è una pazzia”, ho balbettato, colpevole ma fradicia.

Il Gioco Pericoloso Iniziar Si

Oggi è esploso tutto. Marco al supermercato, io “esco a fare due passi”. Luca mi aspetta nell’insenatura della spiaggia, nascosta dalle rocce. “B3!”, dice lui, e mi spinge giù sulla sabbia. Il suo costume basso, cazzo duro che salta fuori, grosso, venoso. “Succhiamelo, Elena, come la puttana che sei.” Mi inginocchio, sabbia che punge le ginocchia, cuore che martella: e se arriva qualcuno? Lo prendo in bocca, lingua che gira sul glande, sapore salato di mare e uomo. Gemo, lui mi afferra i capelli: “Più profondo, avida.” Lo ingoio fino in gola, sbavo, lui spinge. La mia mano sull’anello, contrasto folle. Poi mi sdraia, mi strappa il bikini minuscolo che ho comprato ieri di nascosto – triangolini ridicoli, fiche rasata liscia per lui. “Apri le cosce, sposina.” La sua lingua sulla fica, lecca il clitoride gonfio, succhia le labbra bagnate. “Sei una fontana”, ride. Io ansimo: “Luca… oh cazzo… non fermarti.” Dita dentro, tre, mi scopa con la mano mentre lecca. Vengo urlando piano, corpo che trema, squirt che gli bagna la faccia. Lui si alza, cazzo in mano: “Ora ti riempio la bocca.” Mi infila in gola, pompa veloce, urgente. Sborra calda, densa, mi inonda la bocca, ingoio tutto, tossendo un po’, sapore amaro che mi eccita di più. “Brava, la mia segretaria troia”, sussurra.

Rientro di corsa, mutande in borsa, bikini sotto il vestito, fica che pulsa ancora. Marco torna: “Com’è andata la passeggiata?” Sorriso innocente: “Bene, amore, aria buona.” Lo bacio, gusto di sborra in bocca, anello che brilla mentre sparecchio. Colpa? Un po’. Ma il brivido… dio, non vedo l’ora del prossimo B3. Questa doppia vita mi consuma, ma non smetterei mai. Domani spiaggia, forse lo scopo davvero. Il segreto mi fa viva.

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