Mi chiamo Sofia, ho 35 anni, sposata con Marco da dieci, due figli piccoli, avvocata in uno studio importante a Roma. Di giorno sono la moglie perfetta, la mamma attenta, la professionista impeccabile. Ma dentro… dentro brucio. Adoro quel brivido, il rischio di essere scoperta. L’estate scorsa, in vacanza all’Isola d’Elba, ho ceduto di nuovo. I miei erano andati a trovare dei parenti per due giorni, lasciandomi sola nella casa affittata. ‘Vado a rilassarmi in spiaggia’, ho detto a Marco via telefono. Bugia innocua, no? Il cuore mi batteva già forte mentre camminavo verso quella caletta isolata, lontana dal caos.
Era luglio, aria pesante, nuvole gonfie in arrivo. Ho steso l’asciugamano, slacciato il bikini, tette al sole – 95C, so che attirano sguardi. Mi sono bagnata nell’acqua fresca, ma il pensiero di Marco… no, del sesso che mi mancava da giorni, mi ha accesa. Sola, ho infilato la mano sotto il tessuto, dita sulla figa rasata, labbra gonfie, clitoride che pulsava. Stavo per venire, respiri corti, quando rumori dal sentiero. Un coppia sulla quarantina, si sistemano a pochi metri. Lui atletico, capelli brizzolati, cazzo decente visibile quando si spogliano nudi. Lei formosa, figa ben curata. Frustrata, cuore in gola, mi sono rifugiata in mare. L’anello nuziale luccicava al dito, contrasto con la mia eccitazione proibita.
La Spiaggia Deserta e il Primo Segreto
Verso le 16, temporale. Pioggia torrenziale, corro via. Macchine passano, poi si ferma la loro. ‘Sali, sei zuppa!’, dice lui, Luca, 42 anni. Lei, Francesca, 38, parigina ma italiana di origini. ‘Dove vai?’ Niente chiavi, casa chiusa. ‘Vieni da noi, ti asciughiamo’. Nessuna scelta, salgo. Tremavo, non solo di freddo. Nella loro villetta, Francesca mi porta in bagno. ‘Togliti tutto’. Via maglietta, pantaloncini, bikini. Le sue mani con l’asciugamano sul mio corpo nudo, sfiora la figa. ‘Mmm, rasata… invitante’. Arrossisco, ma sorrido. Mi presta un perizoma minuscolo, reggiseno, vestitino leggero. Niente reggiseno, dice, ‘meglio così’. Philippe – Luca – sorride dal salotto, occhi sulle mie tette.
Ceniamo, porto, chiacchiere. Il suo piede sotto il tavolo sale sulla mia coscia, sfiora il perizoma bagnato. ‘Rilassati, Sofia’. Luca brinda, ignora o sa? Bevo troppo, mi sciolgo. Dopo, massaggio alle spalle da Francesca. ‘Ti piace?’. Sì, chiudo gli occhi. Notte fonda, mi corico nuda nella stanza della figlia. Sento calore, mani. È lei, nuda contro di me. ‘Shh…’. Dita sui capezzoli, poi tra le cosce. ‘Sei fradicia, piccola’. Gambe aperte, dita dentro la figa, baci umidi. Luca arriva, cazzo duro contro il mio culo. Provo a divincolarmi – ‘No, l’anello…’ – ma lei mi bacia più forte.
La Notte di Fuoco e il Ritorno alla Normalità
Luca prende il posto, dita nella figa, poi me lo infila in bocca. ‘Succhia, brava’. Lo pompo, lingua sulle palle. Francesca a 69, lecca la mia figa, la sua in faccia. La divoro, saporita. Luca tra le gambe, lei guida il cazzo: ‘Entra, riempila’. Spinta unica, gemo. Mi scopa forte mentre lecco lei. Poi levrette: lecco Francesca, lui mi sbatte, tette che ballano, mano sull’anello che stringe il suo cazzo. ‘Ti piace, troia sposata?’. Sì, urlo. Lei viene, mi stringe la testa. Luca: ‘Il culo?’. Gland sull’ano, spinge piano. Amo la sodomia, entra liscio. Francesca dita la figa, vengo urlando. Lui sborra dentro, caldo. Lei lecca tutto. Ci addormentiamo esausti.
Mattina, fuga. ‘Grazie, torno a casa’. Bacio frettoloso, via. Rientro, famiglia torna, sorrisi innocui. Marco mi bacia, ignaro. Fisso l’anello, sento ancora il suo sperma, la figa indolenzita. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Questo segreto mi fa viva. Quando vorrò di nuovo…