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La Mia Doppia Vita: Il Segreto nel Cassetto n°20

Ero lì, sul divano, con la coperta sulle gambe, ad aspettare Giovanni come ogni sera. Avvocatessa di giorno, moglie perfetta la sera. Anello al dito che brilla sotto la luce fioca. Sospiravo, pensando al lavoro, ai clienti noiosi. Il telefono vibra. Numero nascosto. ‘Cassetto n°20…’. Il cuore mi salta in gola. Che cazzo significa? Penso a lui, al mio amante. Quel brivido proibito che mi fa bagnare all’istante.

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Mi alzo, mani tremanti. Vado in biblioteca, quel mobile antico che adoro, polveroso e sexy. Conto i cassetti, apro il venti. Grida un po’, poi… un foglio arancione. ‘Sarai mia, troia sensuale. Sii pronta’. Sorrido, colpevole ma eccitata da morire. Giovanni è in ritardo, come sempre. Tempo per giocare. Corro in bagno, mi spoglio. Doccia calda, pelle che freme. Indosso il completino di pizzo nero, calze autoreggenti, gonna aderente, tacchi. Trucco leggero. Mi guardo allo specchio: puttana elegante, con l’anello del marito.

L’Attesa Quotidiana e il Messaggio che Cambia Tutto

Altro messaggio: ‘La vista è superflua’. Capisco. Prendo un paio di collant neri, me li lego sugli occhi. Mi siedo sul letto, cuore che martella. Passi? La porta sul retro si apre piano. È lui. Silenzio totale. Mi afferra per le spalle, mi alza di scatto. ‘Shh’, sussurra rauco. Mi gira, mi sbatte contro il muro. Una mano guantata di pelle mi scivola sul corpo, brusca ma precisa. L’altra tra le spalle, mi inchioda. Sento il suo cazzo duro contro il mio culo, attraverso i vestiti. ‘Cazzo, sei pronta per me?’, mormora.

‘Sì… fammi tua’, gemo, già fradicia. Si accovaccia dietro, alza la gonna. Il guanto sul polpaccio, sale piano sulla coscia. Oltre le calze, pelle nuda. Afferra le mutandine, le strappa giù. Le mie caviglie libere. Si rialza, corpo contro il mio. Fiato caldo sul collo. Mani sui fianchi, dita che giocano con la giarrettiera. Poi… si stacca. Voglio urlare. ‘Ti prego, scopami ora’. Invece, mi prende per i gomiti, braccia dietro, mi spinge. Gira su se stesso, mi disorienta. Non so più dov’è il letto, la porta. Paura del rischio, eccitazione pura.

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno al Doppio Gioco

Mi bacia il collo, tenero e feroce. Mi spinge, cado su un materasso in biblioteca. Mani guantate ovunque: spalle, tette, pancia. Alza la gonna, espone la fica bagnata. Bretelle giù, reggiseno aperto. Se i miei capezzoli duri. ‘Mmm, troia sposata’, dice, pizzicando forte. Dolore che diventa piacere. Una mano sulla fica, dita che sfregano il clitoride. Mi apro le cosce da sola. Bocca sui seni, lecca, succhia. ‘Ahh, sì…’. Un dito guantato dentro, fresco, poi due. Ondeggio, fica che pulsa.

Si sposta tra le gambe. Bacia le cosce, sopra le calze. Lingua sulla fica, la lecca piano. Entra, mi fotte con la bocca. Dita di nuovo dentro, mentre succhia il clitoride. ‘Cazzo, sto venendo…’, gemo forte. Afferro i suoi capelli, lo premo contro di me. Tempesta: orgasmo che mi squassa, vago lunga, fiche che schizza sulla sua lingua. Trema tutto il corpo.

Riapro gli occhi sotto il bendaggio. Silenzio. Lui è sparito. Mi alzo, gambe molli. Risistemo gonna, reggiseno. Vado in soggiorno. Porto si apre: Giovanni. ‘Scusa il ritardo, amore. Che bella sei stasera’. Mi bacia. Anello che luccica mentre lo abbraccio. ‘Per te’, mento, sorridendo. Dentro, eccitata dal segreto. Domani, chissà. Questa doppia vita mi fa viva. Colpevole? Sì. Ma non smetto.

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