Sono Maria, avvocatessa di 38 anni, sposata con Paolo da dieci. Lui è il marito ideale: gentile, stabile, padre perfetto dei nostri due figli. Di giorno, sono quella rispettabile, con tailleur impeccabile e l’anello al dito che luccica sotto le luci dell’ufficio. Tutti mi ammirano, le colleghe mi invidiano. Ma dentro… dio, dentro brucio.
Stasera, cena aziendale a Milano. Paolo pensa che sia con le amiche, ‘Torna presto, amore’. Io sorrido, bacio i bimbi. Ma so che Luca sarà lì. Ex di una mia cara amica, ora single, occhi che mi divorano da mesi. Lo vedo arrivare, solo, beve troppo, ride forzato. Tutti mi cercano con lo sguardo, io entro radiosa, centro dell’attenzione. Parlo di casi, rido forte. Ma il mio cuore batte forte quando passo vicino a lui. Le nostre mani si sfiorano ‘per caso’, il suo profumo mi fa tremare le gambe. L’anello al mio dito annello contro il suo polso… urgenza pura.
La Serata Pubblica e il Segreto che Brucia
‘Ti riaccompagno?’, gli sussurro all’orecchio mentre usciamo. ‘No, guida tu, bevo troppo’. Salgo al volante della mia Audi, lui di fianco, occhi socchiusi. La città sfreccia, lampioni che illuminano il suo profilo. La mia mano scivola sulla sua coscia, apro un bottone della camicia, accarezzo il petto villoso. Ai semafori, le nostre lingue si intrecciano, umide, affamate. Sento la sua erezione gonfiarsi contro i pantaloni. Effleuro la protuberanza, piano, lo titillo. ‘Guarda la strada’, dico ridendo, ma le mie dita premono di più. Mi bagno tra le cosce, apro leggermente i jeans, tocco il clitoride gonfio. L’odore della mia eccitazione sale, lui ansima. Silenzio rotto solo dai miei sospiri e dal motore.
Arriviamo al suo appartamento in periferia, ore 1:30. Dobbiamo fare in fretta, Paolo mi aspetta sveglio. Ascensore, parliamo di cazzate, coproprietà, ma i nostri corpi si sfiorano. Entro, spengo la luce principale, accendo una lampada soffusa. ‘Mi cambio, puzzo di fumo’. In camera, via tutto: tailleur, reggiseno. Indosso il mio set nero trasparente, che ho comprato di nascosto. Rientro nuda sopra, lui guarda i miei CD. Si gira, occhi spalancati. ‘Cazzo, Maria…’. Lo bacio, lingua profonda, lo premo contro di me. Sento il cazzo indurirsi sul mio ventre.
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità
Lo prendo in bocca lì, sul divano. Gonfio, venoso, lo lecco dalla base al glande, succhio forte. La mia mano stringe la vena blu, pompo ritmata. Geme, dita nei miei capelli. ‘Audrey non lo faceva così’, pensa? Non mi frega, lo faccio venire. Sento il seme salire, lo accolgo: caldo, salato, viscido. Lo ingoio tutto, lo milko piano per l’ultima goccia. Si affloscia, ma è già duro di nuovo.
Lo porto allo specchio a figura intera. Dietro di me, mi bacia il collo, mani sui tette attraverso il pizzo. ‘Sei bellissima’. Io gli afferro le palle, lo branlo. Mi piego, ‘Spogliami’. Sgancia il reggiseno, via mutande. Entro con le dita la fica, umida ora sì. Guido il suo cazzo dentro, tira un po’, ma entra. Levrette contro lo specchio, tette che ballano, respiro che appanna il vetro. Mi scopa ritmato, vedo i suoi occhi su fianchi e tette riflesse. ‘Prendimi forte’. Accelera, mi afferra i fianchi. Io gli tocco le palle, sfioro l’ano. ‘Vieni, Luca, riempimi’. Grido un orgasmo finto ma convincente, lui esplode dentro, fiotti caldi che colano.
Ore 2:45, esco sudata, trucco rifatto. Bacio veloce, ‘Non dire niente’. Torno a casa, Paolo dorme. Mi infilo sotto le coperte, odore di sesso ancora su di me. Cuore che martella, colpa mista a eccitazione pura. Domani ufficio, sorrisi, ma dentro… il segreto mi fa bagnare di nuovo. Questa doppia vita? Non la cambierei per niente.