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Confessione: La Mia Doppia Vita da Moglie Perfetta e Amica del Peccato

Dio, non so da dove iniziare. Mi chiamo Sofia, ho 38 anni, sposata da dieci con Marco, un avvocato di successo qui a Milano. Di giorno sono la perfetta moglie trofeo: tailleur impeccabili, boutique di alta moda di famiglia, sorrisi ai cocktail con i clienti importanti. L’anello al dito brilla, testimone della mia vita impeccabile. Ma dentro… dentro brucio. C’è Luca, il mio ex apprendista, quel ragazzo di 28 anni con i muscoli tesi dal lavoro manuale, la pelle abbronzata, gli occhi che mi fregano da anni. L’ho lasciato per Marco, per la sicurezza, ma non l’ho dimenticato. Ogni volta che lo vedo in officina, il cuore mi salta in gola. Ieri… ieri è successo di nuovo. Marco era in riunione fino a tardi, io ‘esco per un caffè’. Bugia banale, ma eccitante. Il telefono vibra: ‘Vieni su, Sofia. Non resisto’. Esito, guardo l’orologio. Dieci minuti, mi dico. Ma so che non basteranno.

Corro su per le scale della vecchia sartoria, il cuore che martella come un tamburo. Luca mi afferra subito, la sua mano ruvida sulla mia nuca. ‘Sofia, cazzo, mi fai impazzire’. Bacio affamato, la lingua che scava, il suo odore di sudore e cuoio che mi invade. Sento l’anello freddo contro la sua schiena mentre lo stringo. ‘Dobbiamo fare in fretta’, ansimo, ‘Marco può chiamarmi’. Lui ride basso, ‘Figurati se non ti scopo prima’. Mi spinge contro il muro del grenier, polvere e stoffe vecchie intorno. Slaccia la mia gonna con urgenza, le dita che sfondano le mutande. ‘Sei fradicia, troia mia’. Sì, lo sono. La fica pulsa, bagnata per lui. Mi gira, mi abbassa i boxer, il suo cazzo duro preme contro il mio culo. ‘Prendilo, Sofia’. Entro di scatto, un gemito strozzato. Forte, animalesco. Pam pam pam, colpi secchi, il rumore della carne che sbatte. ‘Più forte, Luca, scopami come una puttana’. Lui mi tappa la bocca, ‘Zitta, o ci sentono’. Ma io godo, le tette che rimbalzano fuori dal reggiseno, i capezzoli duri sfregati contro la stoffa. Sento le sue palle schiaffeggiarmi, il sudore che cola. ‘Vengo, cazzo’, grugnisce. Io prima, la fica che si contrae, spasmi violenti. Lui esplode dentro, caldo, profondo. Trema, mi riempie. Ritiro piano, il suo sperma che cola giù le cosce.

Il Segreto che Mi Divorava Dentro

Ci rivestiamo in silenzio, ansimi pesanti. ‘Torna presto’, sussurra, un bacio colpevole. Io annuisco, l’anello che mi ricorda chi sono. Scendo le scale, gambe molli, profumo di sesso addosso. Spruzzo profumo, sistemo i capelli. Marco chiama: ‘Amore, dove sei?’. ‘Al mercato, arrivo’. Entro in casa, cena pronta, sorriso perfetto. Lui mi bacia la guancia, ignaro. Dentro, rido. Il segreto mi scalda più del suo sperma. Sono la moglie ideale e la sua puttana segreta. Domani? Chissà. Il brivido mi tiene viva.

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