Mi chiamo Alessandra, ho 38 anni, avvocatessa in uno studio importante di Milano. Sposata da dieci anni con Giovanni, l’uomo perfetto: gentile, affidabile, padre amorevole della nostra bimba. Di fuori, vita impeccabile. Ma dentro… ehm… ho questa doppia vita che mi fa impazzire. Adoro il rischio, quel batticuore quando potrei essere scoperta. L’anello al dito che luccica mentre tocco un cazzo estraneo.
Stasera è il nostro anniversario. Giovanni ha prenotato in quel ristorante esotico in centro, luci soffuse, ballerini con corpi oliati, spezie piccanti nell’aria, cocktail che scaldano lo stomaco. Mi sento una principessa caraibica in pieno inverno milanese. Lui mi guarda con occhi pieni d’amore, mi accarezza la mano sull’anello nuziale. ‘Ti amo, Ale’, sussurra. Io sorrido, ma il cuore mi martella. Perché stasera ho un segreto. Ho detto a Giovanni che dopo cena vedo una collega per un drink. Bugia. In realtà, incontro Luca, il mio amante da due anni. Collega di lavoro, pure lui sposato. L’adrenalina sale mentre mangio quel pesce speziato, la musica latina mi fa fremere le cosce.
La Cena con Mio Marito e la Tensione del Segreto
Finita la cena, lo bacio sulla guancia. ‘Torno tardi, amore’. Lui annuisce fiducioso. Prendo un taxi, cuore in gola, figa già bagnata. Luca mi aspetta in macchina sotto casa sua. ‘Sei bellissima’, dice con voce roca, e parte. Durante il tragitto, non resisto. Gli slaccio i pantaloni, tiro fuori quel cazzo duro, venoso. ‘Cazzo, Ale, guida…’, geme lui. Ma io lo prendo in bocca, lo lecco dal basso, assaporo il sapore salato. Viene troppo presto, schizzi caldi in gola. Lo guardo ridendo: ‘Solo l’antipasto’. Lui ansima, eccitato dalla mia audacia.
Arriviamo all’hotel, suite lussuosa. Mi spinge contro il muro nel corridoio, mani sotto la gonna, dita nella fica fradicia. ‘Ti voglio ora’, ringhia. Entriamo, luci basse. E lì, contro il letto, quel paravento bianco con tre buchi. Tre cazzi che spuntano: uno corto e grosso con peli neri, uno lungo circonciso rosa, uno nero fuselato. ‘La tua sorpresa’, dice Luca inginocchiandosi tra le mie gambe. Lingua sulla fica, mi lecca il clitoride. Io esito, guardo l’anello che brilla. Ma il desiderio vince. Tocco il primo: caldo, si indurisce subito. Enorme gland come una prugna. Lo succhio, bocca piena, mentre Luca mi scopa da dietro. ‘Brava puttana’, mormora lui.
L’Esplosione di Piacere nell’Hotel Proibito
Passo al secondo, lo masturbo forte, lo infilo in gola. Odore muschiato. Il nero è lunghissimo, lo stringo con due mani, lo lecco dalle palle al gland violaceo. Vengo la prima volta, gambe che tremano, Luca che mi pompa. Il primo esplode: sborra densa sul viso, in bocca. Forte, animalesco. Poi il nero, lo torturo serrando la base, poi lo libero: fiotti interminabili, caldo sulla lingua. Ultimo il circonciso, lo svuoto tutto, ingoiando mentre Luca mi riempie la fica di sborra. Gemo, sudo, in delirio. Tre orgasmi miei, corpi anonimi al paravento.
Finito tutto, ci laviamo in silenzio. I cazzi spariti come fantasmi. Luca mi bacia: ‘Sei incredibile’. Torno a casa alle 2, Giovanni dorme. Mi infilo nel letto, puzza di sborra ancora in bocca, fica dolorante. Lo abbraccio, lui sorride nel sonno. Il segreto è salvo. Domani sarò la moglie perfetta, ma dentro brucio. Questo brivido… non lo mollo mai. Il cuore batte ancora forte pensando al rischio. Dio, quanto mi eccita.