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La Mia Doppia Vita: La Scopata Proibita nei Vestari della Piscina

Sono Maria, avvocata a Milano. Sposata da dieci anni con Paolo, uomo perbene, direttore di banca. Casa in centro, cene eleganti, amici rispettabili. Indosso tailleur stretti, tacchi alti, l’alliance che brilla al dito. Al lavoro, sono la capo tosta, quella che vince cause impossibili. Ma dentro… dentro c’è un fuoco che non si spegne.

Ogni martedì sera, piscina comunale. Dico a Paolo che mi tengo in forma. Lui annuisce, bacia la fronte. ‘Bravo amore’. Ma io penso a Luca. L’ho visto lì, da mesi. Nageur professionista, corpo scolpito, occhi scuri. Nuota accanto a me, muscoli che guizzano sotto l’acqua. Il cuore mi batte forte. Respiro corto. Ogni tanto i nostri sguardi si incrociano. Un sorriso. ‘Ciao Maria’. Io arrossisco, fingo indifferenza. Ma la fica mi si bagna. L’alliance pesa, mi ricorda Paolo che mi aspetta a casa con la cena pronta. Eppure… l’adrenalina del proibito mi eccita da morire.

La Routine e il Desiderio che Brucia

Stasera, piscina quasi vuota. Finisco le vasche, esco dall’acqua. Luca è lì, accovacciato. ‘La piscina chiude, seguimi’. Voce rauca. Cuore in gola. Lo seguo nei vestari. Vuoti. Silenzio. Lui si gira, alto, torace bagnato. ‘Ti voglio da tempo’. Io esito. ‘Luca… sono sposata’. Ma le mani sue già su di me. Forte, urgente.

Mi spinge contro il muro. Labbra sulle mie, lingua dentro. Profondo. Le sue mani scendono, slacciano il costume. I miei seni grossi saltano fuori, duri. ‘Cazzo, che tette’. Li morde, succhia i capezzoli. Io gemo. ‘Shh, piano’. Ma lui ride. ‘Rilassati troia’. Mi gira, mani sul muro. Fica esposta. Sento il suo cazzo duro contro il culo. Enorme. ‘Sei bagnata fradicia’. Sì, lo sono. Infila due dita dentro, pompa. ‘Pronta per me?’. Annuisco, tremante.

L’Urgenza del Sesso Nascosto

Mi penetra di colpo. ‘Ahhh!’. Cazzo grosso, mi riempie tutta. Spinge forte, ritmico. Schiocchi umidi. Io spingo indietro, allalliance che luccica mentre stringo il suo avambraccio muscoloso. ‘Scopami più forte’. Lui accelera, palle che sbattono sul mio clitoride. ‘Ti riempio la fica sposata’. Io vengo prima, urlo soffocato. Gambe che tremano. Lui continua, bestia. ‘Prendo il tuo culo ora’. Sputa sulla cappella, preme sull’ano. Entra piano, poi spinge. Dolore, piacere. ‘Cazzo stretto’. Mi incula selvaggio, mano in bocca per non urlare. Sborra dentro, caldo, profondo. Io collasso, seconda ondata.

Ci rivestiamo veloci. Sudati, ansimanti. ‘Domani stessa ora?’. Annuisco, colpevole, eccitata. Esco, aria fredda sulla pelle. Paolo mi chiama: ‘Amore, cena pronta’. Sorriso finto. ‘Arrivo’. Cammino a casa, fica che gocciola sperma, alliance al dito. Il segreto mi fa tremare. Domani… rischio tutto di nuovo. Ma è questo brivido che vivo.

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