You are currently viewing La Mia Doppia Vita: La Confessione di una Passione Proibita

La Mia Doppia Vita: La Confessione di una Passione Proibita

Mi chiamo Elena, ho 42 anni, sposata da 15 con Marco, un ingegnere tranquillo. Di giorno sono l’avvocata impeccabile nello studio di Milano: tailleur grigio, tacchi alti, alliance al dito che brilla sotto le luci fluorescenti. Colleghi mi ammirano, clienti mi rispettano. Ma dentro… Dio, dentro brucio.

Stasera è stato lo stesso. Alle 18, mentre firmavo atti, il telefono ha vibrato. ‘Vieni ora. Non resisto’. Lui, il mio amante segreto, Roberto. Ricco imprenditore, vedovo, occhi che mi divorano. Vivo per questo contrasto. Il cuore mi martella già, le mani sudano sulla tastiera. ‘Devo finire qui’, gli scrivo, ma so che andrò. Marco mi aspetta a casa per cena con i figli. ‘Tornerò presto, riunione improvvisa’, gli dico mentendo al telefono, voce calma, professionale. Ma le mutandine si bagnano solo al pensiero.

La Tensione tra Vita Normale e Desiderio Vietato

Guido veloce verso il suo appartamento in centro, semaforo rosso, guardo l’alliance. La ruoto nervosa. Paura di essere vista? Un po’. Ma è questo brivido che mi fa impazzire. Parcheggio, salgo le scale di corsa, cuore in gola. Busso piano. Apre nudo, già duro. ‘Elena, troia mia’, sussurra, mi tira dentro. Chiudo la porta, le gambe tremano.

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Realtà

Mi spinge contro il muro del corridoio, mani sotto la gonna. ‘Sei bagnata fradicia’, ringhia, dita che scavano nella fica. Geme, sì, gemo forte. Gli slaccio i pantaloni – no, è già nudo – lo afferro il cazzo gonfio, lo tiro giù sulle ginocchia. ‘Succhia, presto’. Obbedisco, bocca piena, lingua che gira sulla cappella. Sapore salato, vene pulsanti. Mi afferra i capelli, spinge in gola. Tiro su la gonna, mi tocco la fica rasata, clitoride duro. ‘Alzati, apri le gambe’. Mi gira, mani sul muro, gonna alzata. Entra di colpo, cazzo spesso che mi spacca. ‘Ah! Sì, fottimi forte!’. Colpi secchi, alliance che sbatte sul muro, sudore che cola. Sento la sua pancia contro il mio culo, palle che sbattono. ‘Vengo, troia’. Mi riempie di sborra calda, gocciola sulle cosce. Io vengo dopo, spasmi violenti, urlo soffocato. Due minuti, massimo. Urgenza pura.

Ci stacchiamo ansimanti. Mi pulisce con la lingua, lecca la sborra dalla fica. ‘Vai, amore, tuo marito ti aspetta’. Mi sistemo gonna, trucco, alliance luccicante. Bacio veloce, esco. In macchina, sborra che cola ancora, sorriso colpevole. Arrivo a casa, ‘Riunione finita presto’. Marco sorride, cena pronta. Figli chiacchierano. Io? Sorrido, ma dentro esulto. Segreto al sicuro, doppia vita intatta. Domani studio, lui. Stasera, sogno il prossimo rischio. Questo brivido… non lo mollo mai.

Leave a Reply